blog di Alberto Grandi
Articoli

I funerali di Umberto Eco e quelli che l’editoria sta facendo a se stessa2 min read

24 Febbraio 2016 2 min read

author:

I funerali di Umberto Eco e quelli che l’editoria sta facendo a se stessa2 min read

Reading Time: 2 minutes

1456309983_funeral-eco-600x335
L’editoria è in calo. Non è solo un modo di dire, ma una realtà. Lo confermano i dati. Quelli ISTAT ci informano che “la quota di lettori risulta superiore al 50% della popolazione solo tra gli 11 e i 19 anni e nelle età successive tende a diminuire; in particolare, la fascia di età in cui si legge di più è quella dei 15-17enni. I lettori forti, cioè le persone che leggono in media almeno un libro al mese, sono il 13,7% dei lettori (14,3% nel 2014) mentre quasi un lettore su due (45,5%) si conferma “lettore debole”, avendo letto non più di tre libri in un anno“.

A fronte di questi dati, si cerca di  adottare nuove strategie di marketing. In un recente articolo su Wired.it, Emanuela Valentini, editor e autrice di libri fantasy e steampunk, segnalava l’iniziativa, in occasione dello scorso San Valentino, di abbinare all’acquisto di un libro uno sconto del 15% più un preservativo. Negli Stati Uniti, per un certo periodo, insieme al menu Happy Meal, MCDonald’s consegnava una fiaba. L’operazione, realizzata insieme all’organizzazione non profit Reading si Fundamental aveva regalato al consumatori dell’Happy Meal la bellezza di 50 milioni di libri.

Durante i funerali di Umberto Eco ripresi dalla trasmissione La vita indiretta, ai microfoni Elisabetta Sgarbi  – editor storica del professore – tra le lacrime, ha estratto dalla borsetta, una copia del libro postumo, Pape Satan Aleppe, che la casa editrice neonata La nave di Teseo, pubblicherà il 27 febbraio. In molti hanno interpretato il gesto della Sgarbi come la meno elegante mossa di marketing che si potesse compiere. Sfruttare la morte, o meglio, il funerale di un autore, per lanciarne l’ultima opera. Magari la Sgarbi non stava pensando minimamente a fare (funeral) marketing in quel momento. Magari era sinceramente commossa e stringere quel libro per lei equivaleva a stringere la foto di un amico.
Certo è che il suo gesto è parso come il sintomo di un’editoria che forse, senza accorgersene, il funerale lo sta facendo a se stessa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Su questo sito web utilizziamo strumenti di prime o terze parti che memorizzano i (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire il corretto funzionamento del sito (technical cookies), per generare rapporti sulla navigazione (statistics cookies). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore.