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Captain America: Civil War, dimenticate il fumetto3 min read

28 Novembre 2015 3 min read

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Captain America: Civil War, dimenticate il fumetto3 min read

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articolo di Gianmaria Tammaro per Wired.it
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Ieri mattina è stato diffuso il primo trailer ufficiale di Captain America: Civil War, e la cosa che è apparsa chiara a tutti è che sarà molto diverso dal fumetto creato da Mark Millar e Steve McNiven. Qui Captain America arriva a uno scontro con Iron Man solo per difendere Bucky, il Soldato d’Inverno, che dopo aver combattuto tra le fila dell’Hydra pare essere tornato in sé. Nel fumetto, invece, lo spunto della storia parte da un’esplosione causata da un super-cattivo, Nitro, in cui perdono la vita centinaia di civili, tra cui anche bambini, e che porta non solo il governo ma la società intera a domandarsi se sia giusto oppure no che i super umani godano di così tanta autonomia.
In entrambi i casi, Civil War si presta come metafora piuttosto efficace delle limitazioni della libertà personali per un bene superiore (quello della comunità?), che è, di fatto, uno dei temi più discussi attualmente.
Se nella mini-storia, stampata tra il 2006 e il 2007, di Millar e McNiven, le due fazioni contrapposte si scontravano brutalmente portando anche alla morte alcuni supereroi, nel film diretto dai fratelli Russo, al cinema il prossimo anno, le dinamiche e le dimensioni della lotta sembrano essere molto più ridotte. Quasi personali. C’è Captain America che vuole salvare Bucky e c’è Iron Man, invece, che vuole assicurarlo alla giustizia.
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È molto probabile che si sentiranno ancora gli strascichi della chiusura (e riapertura, in Age of Ultron) dello SHIELD. E che le due fazioni che si creeranno (Cap America, Vedova Nera, Occhio di Falco e Falcon da una parte; Iron Man e War Machine dall’altra) saranno poco politicizzate (ci saranno sempre gli Stati Uniti, certo; ma fino a che punto?). In più: Spider-man, che nel fumetto riveste un ruolo quasi centrale, qui avrà solo una piccola parte, di cui ancora non si sanno i dettagli.
Il dilemma fondamentale, che sembrano porsi entrambe le opere, è: che cos’è la libertà? Nel film, per forza di cose, l’argomento non potrà essere approfondito per bene: sullo sfondo, si vedono già altri spunti narrativi per i prossimi episodi, come il Wakanda, T’Challa e il vibranio. Ma nel fumetto questo tema trova il giusto spazio: i super umani, da eroi, diventano i cattivi, i mostri; e solo alla fine, prima della fine, si accorgono di quello che hanno causato a chi, invece, avevano promesso di proteggere. Qual è, insomma, il male minore che siamo disposti a scegliere pur di fare la cosa giusta? Permettere, per esempio, che ci registrino, che il governo abbia un database con tutti le nostre impronte digitali e le nostre generalità? O, invece, è una lotta fatta di rettitudine?
Civil War, il fumetto, è senza ombra di dubbio una delle miniserie più interessanti e appassionanti dell’universo Marvel. Difficile, a oggi, dire la stessa cosa del film che forse si terrà lontano dall’esplorare e approfondire temi così difficili e attuali: prenderà il sopravvento l’elemento “intrattenimento”, molto probabilmente; e lo spazio per le domande, e per i dubbi, verrà ridotto all’osso.
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