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Lucy e gli altri ominidi nella letteratura di genere3 min read

24 Novembre 2015 3 min read

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Lucy e gli altri ominidi nella letteratura di genere3 min read

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articolo pubblicato su Wired.it
La scoperta dell'australopiteco Lucy

Google saluta il 41esimo anniversario della scoperta di Lucy con un Doodle. Era il 24 novembre 1974 (o forse il 30 novembre, sulle date in verità, c’è ancora confusione) quando il paleontologo Donald C. Johanson e il collega Tom Gray rinvennero nella Valle dell’Afar, in Etiopia, fossili appartenuti a un ominide, genere australopithecus, specie afarensis. Una progenitrice di ben 3,18 milioni di anni battezzata appunto Lucy.
L’evoluzione è una materia affascinante che ha coinvolto non solo la scienza anche la narrativa e continua a ispirarla. Non possiamo non citare Lucy, film (brutto, a mio modo di vedere) di Luc Besson con Scarlett Johansson, un fantathriller sull’evoluzione umana e le potenzialità nascoste nel nostro cervello che forse, in futuro, riusciremo a sbloccare, nel bene e nel male.

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Sul fronte letterario, ci sono numerosi titoli che parlano di evoluzione e pongono l’uomo a confronto con il suo antico progenitore. Il primo che mi viene in mente è Uomini nudi, romanzo del premio Nobel William Golding (Il signore delle mosche); credo che sia fuori catalogo ed è un peccato perché si tratta di un bel romanzo, tra l’altro attuale in quanto ha in sé elementi distopici. Io l’ho trovato in una libreria dell’usato.
La storia, ambientata in un’Europa preistorica, narra l’incontro tra il pacifico uomo di neanderthal e il sapiens, incontro che segnerà l’impossibilità di comunicare e convivere tra le due specie e che contiene in sé una critica al sapiens e quindi all’uomo sia come specie animale che come essere sociale.
Neanderthal man
Golding non è il primo autore a parlare di neanderthal e non sarà l’ultimo. La fantascienza è piena di racconti o romanzi che trattano questo ominide da diverse prospettive. Robert J Sawyer (l’autore di Flashforward) in The Neanderthal Parallax (in Italia pubblicato da Urania col titolo La genesi della specie) immagina una Terra alternativa dove la specie dominante (ed evoluta) sono i neanderthal anziché i sapiens. Nel racconto L’orribile gente, H. G. Wells dipinge i neanderthal come barbari violenti. Non possiamo non citare il ciclo dei Figli della Terra di Jean Auel, ambientato nella preistoria e dove appaiono anche i neanderthal tra i vari personaggi.
pianeta_delle_scimmie

Parlando più genericamente di uomo e scimmia, forse il primo titolo che ci viene in mente è Il pianeta delle scimmie, film che ha poi originato sequel e prequel (il terzo episodio della saga prequel uscirà nel 2017 col titolo La guerra per il pianeta delle scimmie), ispirato al romanzo di Pierre Boulle La planète des singes, pubblicato per la prima volta in Italia col titolo Viaggio a Soror. Il libro, come il film, benché si articoli in una trama più complessa, utilizza il personaggio della scimmia evoluta come uno specchio a rovescio per porre l’uomo dinanzi alle contraddizioni del progresso, alla divisione per classi della sua società e alle atrocità commesse in laboratorio sugli animali.

Anche Philip K. Dick utilizza l’ominide come un rovescio della stessa medaglia, quella della storia umana, per l’appunto. In Svegliatevi dormienti immagina una Terra sovrappopolata a tal punto che molti disoccupati vengono messi in animazione sospesa. Attraverso un varco spaziotemporale si scopre una nuova Terra, una sorta di America pronta per essere colonizzata, salvo scoprire che è già abitata da un ominide, l’antico uomo di Pechino che lungi dall’essere involuto ha sviluppato una civiltà basata sulla magia.
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