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Guida alla letteratura fantastica – recensione3 min read

23 Novembre 2015 3 min read

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Guida alla letteratura fantastica – recensione3 min read

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articolo pubblicato su Wired.it

Il fantasy è forse il genere letterario più frequentato. Complice il cinema e la tv, in libreria e sul web proliferano le opere ambientate in universi immaginari ispirate a quello di Tolkien o del Trono di spade solo per citare due titoli che vanno per la maggiore. Per chi si avvicina a questo genere il rischio maggiore è non raccontare nulla di nuovo e rifarsi a modelli standardizzati. L’orco cattivo, la sirena bellissima con la coda da pesce, l’elfo abitante dei boschi eccetera. E per chi ha solo il desiderio di leggere, il rischio è di mangiare una minestra riscaldata troppe volte.
La Guida alla letteratura fantastica (Odoya Edizioni, 36 euro), curata da Claudio Asciutti, è un buon testo di riferimento se si vuole andare all’origine del mito, capire come e perché è nato e in che modo è cambiato e trovare nuovi spunti di lettura.
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Sì perché il mondo del fantastico è veramente popolato all’inverosimile. Pensiamo solo all’universo di Harry Potter: accanto a centauri, elfi (domestici) e folletti troviamo creature “nuove” come le Veela (una riproposizione del mito della sirena), l’Ashwinder (serpente che si genera dai resti di un fuoco magico) e i Dissennatori. Del resto, il bestiarium è un genere letterario che si ritrova fin nel medioevo, ovvero l’elenco di animali veri o immaginari (la stessa Guida cita  il Liber monstrorum de diversivi generibus, un compendio suddiviso in capitoli ciascuno dedicato a una creatura mostruosa).

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Ma la Guida alla letteratura fantastica non è una summa ragionata di tutti i bestiari quanto una guida al mondo del fantastico che procede per topic e nel raccontarli parte dall’antichità per arrivare alla cultura pop cercando di tracciare una linea di continuità. Ad esempio, i primi capitoli riguardano i popoli del mare. Parlando di sirene, si comincia naturalmente con l’Odissea dove non si racconta nulla di loro, a parte il potere incantatore della voce. Solo nelle Argonautiche di Apollonio Rodio le sirene avranno sembianze: quelle di fanciulle, per metà uccelli. Col già citato Liber monstrorum de diversivi generibus avremo sirene non più ornitoformi ma pisciformi. Da qui in poi il mito della sirena rimarrà quello della donna pesce con molte variazioni. Lo ritroveremo in romanzi di autori di genere come Bruce McAllister, in un racconto di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Lighea, o in un brano della Pelle di Curzio Malaparte, dove viene descritta una cena che vede servita una bambina dai tratti che richiamano un pesce.

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Personalmente sto leggendo questa guida proprio come un’occasione di scoprire nuovi autori da rubricare nella mia lista di prossime letture, pagine che rinnovino miti usati e abusati dal fantasy contemporaneo. Perché, tra i meriti dei curatori, c’è quello di non rifarsi unicamente ai grandi nomi, ma di citarne altri che popolano il sottobosco del suddetto genere.
Ho già in mente di rivisitare il mito delle amazzoni, leggendo la saga di Gianluigi Zuddas (Amazon, Le amazzoni del sud, Stella di Gondwana, Il volo dell’angelo) e di cominciare Il ciclo MU di Mariangela Cerrino, rimanendo in patria, una volta tanto.
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