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La app che ti aiuta a trovare versioni ebook dei tuoi libri cartacei4 min read

11 Novembre 2015 4 min read

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La app che ti aiuta a trovare versioni ebook dei tuoi libri cartacei4 min read

Reading Time: 4 minutes

di Fabio Deotto per Wired.it

Credits: BitLit
Credits: BitLit

Tutto comincia come in una puntata di The Big Bang Theory: Peter Hudson è uno studente di fisica alla University of British Columbia, è fuori a bere con un amico e quando l’alcolemia ha superato la soglia di guardia i due cominciano a discutere animatamente sulla possibilità che un computer quantico D-Wave possa dimostrare l’inconsistenza del libero arbitrio umano. A un certo punto, l’amico, convinto della propria posizione, comincia a citare un libro di Stephen Wolfram e, rendendosi conto di non avere modo di farlo vedere a Peter, prende a battere i pugni sul tavolo e a lamentarsi di come nel XXI secolo ancora non possa disporre di copie digitali di ogni suo libro cartaceo direttamente sul proprio smartphone.
In una puntata di The Big Bang Theory i due si scornerebbero per un altro po’ e finirebbero a stemperare i dissapori in un negozio di fumetti. Nella realtà Peter Hudson torna a casa e rimugina su quello che ha detto l’amico: ha ragione, con tutti i soldi che ogni mese spende per acquistare libri cartacei, perché dovrebbe ricomprarne costose versioni digitali? Hudson lascia sedimentare l’idea per un po’ e pochi mesi dopo, insieme a Marius Muja, altro studente della UBC, fonda una startup.
Oggi Shelfie è l’unica applicazione ideata con il preciso scopo di aiutare i lettori a procurarsi versioni digitali convenienti dei libri che hanno già acquistato in formato cartaceo. Ecco come funziona: installi l’app sul tuo dispositivo (iOS o Android), scatti una foto alla tua libreria (una shelfie, appunto) e aspetti che l’app crei una specie di “playlist” con i tuoi libri e la incroci con un database di 45 milioni di titoli, di cui 150.000 sono disponibili per un download gratuito o ultra-scontato (intorno all’80% sul prezzo iniziale).
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Il sistema è ottimizzato in modo da richiedere il minor tempo possibile. Ciò nonostante, esistono dei problemi che ancora devono essere risolti: innanzitutto, per poter ottenere una versione digitale scontata, l’utente deve dimostrare di possedere effettivamente quel libro (altrimenti basterebbe fare un giro in biblioteca e scattare foto a tradimento), e il modo più semplice per farlo al momento è “autografare” il controfrontespizio. Bisogna poi tenere conto che, per ottenere questo risultato, Hudson e soci hanno dovuto stringere accordi con diversi gruppi editoriali, ed per lo stesso motivo che, almeno per ora, il servizio non è disponibile nel nostro paese.
Non è la prima volta che qualcuno cerca di fare una cosa simile. Nel 2013, Amazon ha lanciato Kindle Matchbook, che consente di riscattare titoli già acquistati in formato cartaceo a non più di 2,99 dollari. Il servizio non è mai veramente decollato, soprattutto per i limiti imposti (vale solo se l’acquisto è stato effettuato su Amazon) e per la scarsa disponibilità di titoli (appena 80.000, di cui molti sono in realtà libri auto-pubblicati attraverso la piattaforma Kindle Direct Publishing).
Credits: Amazon
Credits: Amazon

L’approccio di Shelfie si muove invece in una direzione diversa e, a giudicare dalla risposta positiva di alcuni gruppi editoriali, Hudson e soci potrebbero avere trovato un filone aureo. Del resto, la situazione del mercato ebook è tutt’altro che semplice. Poco più di un mese fa, in un articolo su New York Times Alexandra Altern descriveva un calo del 10% delle vendite di ebook nei primi cinque mesi del 2015. Molti giornalisti dalla sentenza precoce non hanno esitato a preconizzare la fine del libro digitale, mentre gli editori più conservatori hanno stappato lo champagne buono. Sbagliavano entrambi: il mercato degli ebook non è in recessione, semmai lo è per gli editori tradizionali che – sorpresa – continuano a fare di tutto per mantenere elevati i prezzi degli ebook.
I dati infatti raccontano un’altra storia: se è vero che le vendite digitali dei grandi editori sono calate, è altrettanto vero che le vendite dei titoli di editori indipendenti e di libri privi di codice ISBN sono aumentate significativamente. Nel giro di un anno, il peso degli autori tradizionali sul Kindle Store, ad oggi ancora la piattaforma di riferimento, è calato dal 58% al 41%. Basta sapere far di conto per capire che, con buona pace degli editori che brindano al ritorno del libro cartaceo, il futuro dell’editoria è destinato ad premiare una convivenza tra i due formati.
In questa cornice, Shelfie è al momento l’unica realtà a proporre un modello di convivenza sostenibile. L’idea di poter acquistare una versione digitale scontata di libri già acquistati non è solo ragionevole per l’utenza, rappresenta anche un’ulteriore opportunità di guadagno per l’editore (che al momento costringe il lettore a scegliere tra un formato e l’altro), e potenzialmente anche per lo scrittore.
A voler seguire il buonsenso, l’unico a non trarre beneficio da un’operazione come quella iniziata da Shelfie è Amazon, che rischia di rimanere tagliato fuori proprio a causa delle barriere protettive che ha consolidato in tutti questi anni (dal formato .mobi ai limiti di Kindle Matchbook), nella sciocca speranza di monopolizzare un mercato ormai impossibile da controllare.
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