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Tradurre il proprio ebook, l’esperienza di Luca Rossi4 min read

5 Novembre 2015 4 min read

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Tradurre il proprio ebook, l’esperienza di Luca Rossi4 min read

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Come già scritto in un articolo precedente, Amazon sta allargando la propria ricerca di autori da tradurre e lanciare all’estero. Autori self che hanno ottenuto ottimi risultati autopubblicando con Kindle Direct Publishing, vengono contattati da AmazonCrossing – un editore a tutti gli effetti – per trattare i diritti sulla traduzione. Così è capitato a Rita Monticelli e al suo Il mentore, tradotto per il mercato di lingua inglese da Aaron Maines, già traduttore di Umberto Eco, Oriana Fallaci, Geronimo Stilton, Tullio Kezich e Andrea De Carlo. Ma per chi non venisse raggiunto da AmazonCrossing o comunque volesse procedere autonomamente, quali sono le opzioni?
Lo abbiamo chiesto a un autore self di successo, di cui abbiamo già parlato su Penne Matte: Luca Rossi, che ha firmato una raccolta di racconti, Le energie della galassia, e due romanzi appartenenti allo stesso ciclo, I rami del tempo e L’erede della luce in vendita su Amazon. Le sue storie, in bilico tra fantascienza e fantasy e pregne di erotismo, sono ora disponibili anche in lingua inglese.
Quando hai deciso di tradurre i tuoi ebook? 
Da sempre innamorato del fantasy e della fantascienza, ho iniziato a pubblicare fin da subito con l’idea di tradurre in inglese. Molti dei miei miti, come Asimov e Bradbury, sono scrittori americani, quindi ho sempre nutrito il desiderio di confrontarmi con quel bacino culturale. Perciò a ogni mia pubblicazione in italiano è seguita la traduzione in inglese.
Per quanto riguarda le altre lingue, cerco di assecondare soprattutto le richieste dei lettori, che mi hanno chiesto di leggere le mie opere nella loro lingua madre, in particolare in francese, spagnolo, portoghese e tedesco.
Mi hai detto a Torino che hai passato diverso tempo a selezionare il traduttore. Secondo quali criteri lo hai scelto? C’è un sito dove i traduttori si propongono?
Mi sono rivolto ai professionisti di Proz.com, che è il punto di riferimento per le traduzioni. Ho selezionato traduttori madrelingua americani che avessero una buona conoscenza del mio genere. Pubblicata l’offerta di traduzione, ho ricevuto tantissime candidature e ho impiegato quasi un mese nella prima scrematura. L’aspetto più importante, dal mio punto di vista, è la prova pratica. Ho sottoposto a tutti i candidati tre testi e ho valutato i risultati non solo in base al mio gusto personale, ma anche chiedendo il giudizio di colleghi e lettori americani. È stato molto interessante, perché alla fine ho trovato esattamente il tipo di traduzione che desideravo.
Le tariffe di un buon traduttore sono approcciabili per un autore self che deve sostenere anche questa spesa di tasca sua? Puoi dirmi orientativamente di che cifre parliamo?
I candidati su Proz.com in media chiedono € 0,04 a parola, tuttavia si possono stabilire accordi personali grazie ai quali è possibile risparmiare moltissimo. Il mio suggerimento è comunque di non esagerare. Le traduzioni richiedono tempo, talento e impegno. Spingere un professionista a lavorare a prezzi troppo bassi può andare a discapito della qualità.
In alternativa si può prendere la strada del royalty sharing, ovvero della condivisione delle royalty. Esistono siti eccellenti, come BabelCube, che consentono di pubblicare la propria opera in diverse lingue con questo metodo. Può essere un buon modo per farsi conoscere all’estero senza anticipare nulla.
Lettori inglesi e lettori italiani: ci sono differenze? La tua strategia di marketing è stata diversa rispetto ai lettori italiani?
Oggi un autore può fare affidamento su strumenti di comunicazione diretta fantastici, in primis i social network. Come sempre, il contenuto è l’aspetto più importante. È fondamentale pubblicare post accattivanti, coinvolgenti, che rappresentino la propria unicità. Essere se stessi su Twitter, Facebook e Instagram è la miglior strategia di marketing. È importante veicolare tutta la passione e l’amore per quello che si fa. Se un autore dimostra di mettercela tutta, troverà molti lettori disposti a dargli una possibilità. A quel punto, sarà la qualità delle proprie opere a fare il resto. Questo vale sia per il pubblico anglofono che per quello italiano.
Ho visto che mentre in italiano hai pubblicato anche i singoli racconti di Energie della galassia, in inglese hai optato per la raccolta, come mai?
I singoli racconti sono state le mie prime pubblicazioni. Quando successivamente ho pubblicato in inglese avevo già sufficiente materiale per un’intera raccolta. In generale, ogni pubblicazione è piuttosto impegnativa, perché richiede l’intervento di un bravo editor, la realizzazione di una buona copertina e un’impaginazione perfetta, quindi oggi preferisco focalizzarmi su opere più corpose.
Come stanno andando le vendite?
Ho pubblicato quasi tutte le mie opere tramite il programma Kindle Direct Publishing di Amazon, che non consente la divulgazione dei dati di vendita. Tuttavia, finora ho visto una leggera prevalenza delle opere in lingua inglese.
The Branches of Time ha avuto dei picchi molto alti, entrando anche in TOP 100 su Amazon.com, ma la raccolta Galactic Energies ha avuto una media più costante.
Questo andamento tuttavia è destinato a cambiare con l’imminente pubblicazione di The Heiress of Light, il secondo capitolo della saga fantasy, perché solitamente un nuovo volume spinge notevolmente anche gli altri della serie.
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