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Chi era davvero Edward Bunker, la Iena che morì scrittore5 min read

21 Ottobre 2015 4 min read

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Chi era davvero Edward Bunker, la Iena che morì scrittore5 min read

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articolo di Fabio Deotto per Wired.it

Live Entertainment/Miramax
Live Entertainment/Miramax

Siamo nell’ottobre del 1992, il Galaxy Theater di Los Angeles è in fermento per la première di un film che sta già facendo parlare. Sul tappeto rosso scorrono infornate di volti noti, c’è Drew Barrymore, c’è Jack Nicholson, e naturalmente, c’è Quentin Tarantino, che con Le Iene è alla sua prima prova da regista. La quantità di star è tale da restare abbagliati, ma se si osserva con pazienza, si scorgerà un uomo schivo, sulla sessantina, indossa il suo completo come una penitenza ed è evidente che non è abituato a calpestare tappeti rossi. Il suo nome è Edward Bunker e, a differenza dei presenti, nel suo curriculum non ci sono provini, set e sceneggiature, ma piuttosto rapine, truffe, carceri e, non meno importanti, una manciata di romanzi battuti a macchina dietro le sbarre.
In questi giorni, mentre ricorre il 23esimo anniversario dall’uscita de Le Iene, Paul Schrader è al lavoro sull’adattamento cinematografico di Cane mangia cane, uno dei romanzi più noti di Edward Bunker. Prima che il film raggiunga le sale – e Nicholas Cage abbia l’occasione di rovinarlo – è il caso di raccontare la storia di Mr. Blue.
Edward Heward Bunker nasce a Los Angeles il 31 dicembre del 1933 e il suo primo incontro con le forze dell’ordine si verifica ancora prima che impari a camminare sulle proprie gambe. Sua madre è corista, suo padre macchinista di scena, entrambi sono alcolisti e ogni sera litigano ferocemente, tanto che i vicini sono costretti a chiedere di frequente l’intervento della polizia. Ben presto i due divorziano e Eddie finisce in affido a una casa famiglia, ma ben presto trova il modo di scappare. Tra i 6 e i 15 anni fa la spola tra orfanotrofi, scuole militari e rifugi per senzatetto, e siccome ha cominciato a dedicarsi a furti e taccheggio, non passa molto prima che gli orfanotrofi vengano sostituiti dai riformatori.
In galera Eddie dimostra fin da subito di sapersi muovere. A differenza di molti galeotti che si battono il petto millantando di aver studiato alla “street school”, lui sulla strada ci è cresciuto davvero, sa che per farsi rispettare bisogna essere i primi a colpire, come sa che per essere lasciati in pace bisogna fingersi pazzi. Sa anche che nessun carcere è a prova di evasione, ma non sa ancora che nessuna evasione è definitiva, così nel 1950 fa uno scatto di carriera e passa dal riformatorio al carcere vero e proprio. All’età di 17 anni Eddie Bunker entra nella prigione di San Quintino e lo fa, in un certo senso, da star: è la persona più giovane ad aver mai messo piede dietro le sbarre del carcere californiano.
Ed è qui, in una cella d’isolamento di San Quintino, che Bunker scopre la scrittura. Nella cella accanto alla sua è recluso un condannato a morte di nome Caryl Chessman. Al tempo Chessman non ha ancora pubblicato Cella 2455 braccio della morte, l’opera che lo renderà famoso, ma già scrive e alcune settimane prima ha fatto avere a Bunker, da sempre avido lettore, una rivista letteraria con dentro un suo racconto. Bunker ha letto il racconto e nella sua mente rimbomba insistente la stessa domanda che ha indotto molti altri scrittori prima di lui a prendere in mano la penna per la prima volta: “Perché non dovrei riuscirci anch’io?”
Così, dopo aver chiesto a due amici, l’attrice Louise Fazenda e il produttore Hal B Wallis, di procurargli una macchina da scrivere, Bunker comincia a battere le prime pagine di Come una bestia feroce. Ma se guadagnarsi da vivere onestamente per Eddie è sempre stato difficile, passare da galeotto a scrittore lo è forse di più. A 22 anni il ragazzo viene rilasciato per buona condotta e si ritrova di nuovo in strada. Per qualche anno riesce a cavarsela con lavori saltuari, ma in pochi sono disposti ad assumerlo e ciò contribuirà a riportarlo fuori carreggiata. Tra il 1960 e il 1970 Bunker organizza rapine, truffe e spaccio, fa dentro e fuori dalle galere ma riesce sempre a scampare condanne importanti; finché nel 1972 la polizia decide di pedinarlo e lo sorprende mentre tenta di rapinare una banca. Eddie si becca cinque anni e torna in carcere, e un’altra volta è la prigione a spingerlo verso la scrittura.
Negli ultimi vent’anni, Bunker ha scritto 6 romanzi e 50 racconti, ma nonostante alcuni incoraggiamenti da addetti ai lavori dell’editoria, non è riuscito a pubblicare nulla. In carcere rimette mano a Come una bestia feroce e nel 1973 riesce finalmente a farlo pubblicare. A stretto giro Dustin Hoffman opziona i diritti cinematografici per il libro, e questo consente a Bunker, quando esce con la condizionale, nel 1975, di avere un gruzzolo sufficiente a tenersi alla larga dai guai. Da qui tutto comincia a girare. Nel 1977 Bunker pubblica il suo secondo libro, Animal Factory, e comincia a collaborare con il cinema come consulente sceneggiatore e attore (sebbene quasi sempre in cameo).

Quando nel 1992 Tarantino decide di scritturarlo per il ruolo di Mr. Blue, Edward Bunker non vede le sbarre da quasi vent’anni, ha una moglie, tre libri all’attivo ed è considerato uno degli autori più originali e autentici della scena letteraria (tanto da guadagnarsi lodi dallo stesso James Ellroy).
Finalmente, Bunker sembra aver raggiunto una situazione di equilibrio, il che non è necessariamente una cosa rasserenante. L’adrenalina a volte gli manca, ma quando accade, un attimo dopo ricorda tutti i tribunali e le celle che ha occupato: Non esistono ladri accaniti sopra i 40 anni” dichiarerà in un’intervista a Salon, nel 2000 “Il vero crimine è roba da giovani. Una volta che ti mettono dentro, sei tagliato fuori, ed è quasi impossibile fare quello che ho fatto io.”
Così, dopo avere attraversato la vita come un proiettile, finalmente Eddie si concede di rallentare. Negli anni successivi scriverà altri due romanzi (tra cui Cane mangia cane), una straordinaria autobiografia (Educazione di una canaglia), apparirà in altri dieci film e avrà un figlio. Morirà il 19 luglio 2005, durante un’operazione dovuta a complicazioni del suo diabete, all’età di 71 anni.

Sono convinto che chi non legge resta uno stupido. Anche se nella vita sa destreggiarsi, il fatto di non ingerire regolarmente parole scritte lo condanna ineluttabilmente all’ignoranza, indipendentemente dai suoi averi e dalle sue attività. – Edward Bunker

 
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