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Quanto può essere “scurrile” un romanzo Young Adult?3 min read

18 Settembre 2015 3 min read

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Quanto può essere “scurrile” un romanzo Young Adult?3 min read

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articolo comparso su Wired.it

Fino a che punto un romanzo Young Adult può spingersi a trattare temi come sessualità e droga con un linguaggio esplicito? È una domanda che si sono posti i membri del Film and Literature Board of Review, ente neozelandese che ha facoltà di censura, allorché hanno deciso di bandire il romanzo Into the River dell’autore Ted Dawe.
Il romanzo appartiene appunto al genere Young Adult ed è quindi rivolto a lettori adolescenti. Il Family First un gruppo di cristiani, aveva denunciato il libro per il linguaggio scurrile riguardo a temi come l’abuso sessuale e la pedofilia, potenzialmente disturbanti per una mente adolescente. La denuncia è stata raccolta e giudicata legittima. E così, Into the Rver è diventato il primo libro a venire bandito in Nuova Zelanda negli ultimi 22 anni. Inutile dire che l’evento ha giocato a suo favore, guadagnandogli una certa pubblicità presso la stampa anglofona.
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L’autore, è bene specificarlo, non è un signor nessuno. A febbraio Dawe era stato nominato membro onorario della New Zealand Society of Authors. Il romanzo sotto accusa ha vinto il Children’s Book of the Year e il New Zealand Post Children’s Book Awards. Due riconoscimenti prestigiosi nell’ambito della narrativa per l’infanzia e young adult. La storia di Into the River, in sintesi, è quella di un teenager maori, Te Arepa Santos, che si trasferisce ad Auckland, in un collegio dove conoscerà sesso, droga e razzismo. È un libro forte e che tratta un tema assai attuale, quello del bullismo.
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È probabile che Into the River non sia il romanzo più scandaloso di tutti i tempi. Se lo fosse, per la rete se ne parlerebbe in tutt’altro modo. Su Amazon non sono pochi i lettori che si chiedono perché sia stato messo all’indice. Del resto il linguaggio esplicito a volte può essere una scelta stilistica che più che scandalizzare vuole documentare un modo di essere tipico di una certa età. Prendiamo Scusa se ti chiamo amore, di Federico Moccia, autore di romance che potrebbe attirare la fascia Young Adult. È la storia, raccontata con un linguaggio “non scurrile”, di un pubblicitario di 37 anni che si innamora di una ragazza di 20 più giovane. È una lettura sana, educativa, edificante? Deve essere messo all’indice?
Il problema non è bandire o non bandire, ma riconoscere un romanzo appartenente oppure no a uno specifico genere. Perché diciamolo, in una libreria, forse nel reparto dove sono incasellati Christopher Paolini da una parte e John Green dall’altra, stonerebbe un titolo come Il lercio di Welsh o anche un classico dell’adolescenza come Il giovane Holden, di Salinger. Una cosa è certa, questa vicenda è l’ennesima prova della rilevanza in ambito editoriale della Young Adult fiction. Anche nel nostro paese i dati dicono che questo genere, nel 2014, è cresciuto del 58% rispetto al 2013 e nel 2015 la crescita sta continuando, con un aumento del 6,5% rispetto all’anno scorso (nel periodo gennaio-giugno).
Non è un caso il lancio di una collana Mondadori dedicata a questa fascia di pubblico, Electayoung. Esordirà il 22 settembre e i primi titoli in catalogo spaziano dalla fantascienza al fantasy, passando per il romance. I primi quattro saranno Drow di Simon Rowd, Un giorno ci incontriamo di Paola Zannoner, Scomparso di Ferdinando Albertazzi e Un salto grande un sogno di Valentina Camerini.
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