blog di Alberto Grandi
Articoli

Morselli e Virgili, due grandi nichilisti misconosciuti dall’editoria4 min read

10 Luglio 2015 4 min read

author:

Morselli e Virgili, due grandi nichilisti misconosciuti dall’editoria4 min read

Reading Time: 4 minutes

Chi sono i due autori italiani più nichilisti del Novecento? I primi che mi vengono in mente, così, su due piedi, sono Dante Virgili e Guido Morselli, per lo più ignorati in vita. Il primo anche da morto visto che nei mesi scorsi era uscita la news riguardo ai suoi resti, destinati all’Ossario comunale, nel caso nessuno si fosse fatto avanti per destinarli a più esclusiva sepoltura. Nessun parente di Virgili pare essersi mostrato, così come non aveva fatto il giorno del funerale, nel 1992: per riconoscere la salma fu chiamato un editor della Mondadori, dove il defunto aveva lavorato. Il secondo bussò più volte alle porte delle case editrici sottoponendo i suoi manoscritti dal 1947 fino all’anno del suicidio 1973, sempre rifiutati. Naturalmente, l’anno successivo iniziò la loro pubblicazione con grande successo e senso di colpa dell’editoria italiana, sempre pronta a riconoscere le proprie mancanze quando di mezzo c’è un autore di successo già riconosciuto.
Prima di spiegare perché questi due scrittori sono nichilisti (i più nichilisti, secondi la mia incompleta conoscenza della letteratura italiana) qualche informazione biografica.

Immagine 5

Di Dante Virgili, nato a Bologna nel 1928 e morto a Milano nel 1992, non c’è nemmeno una foto. Lavorò alla Mondadori dove chi lo conobbe, lo descrive come un individuo brutto fuori e anche dentro; scrisse 24 romanzi western per ragazzi (come quello nella foto) con lo pseudonimo di Dean Blackmoore per l’editore bolognese Capitol (qualcuno lo si può comprare su Amazon);  riuscì a pubblicare nel 1970 il suo romanzo più autobiografico, La distruzione, un monologo scritto con la tecnica del flusso di coscienza che dà voce a un nostalgico del nazionalsocialismo dedito al sadomasochismo (quello sordido, almeno nell’immaginario collettivo di qualche tempo fa, lontano dalla terapia “glamourizzante” di Cinquanta sfumature di grigio). Il romanzo, pubblicato non riscosse grande attenzione, nonostante la sua carica eversiva (si parlava di nazismo in piena contestazione studentesca). Ottenne attenzione nel 2003, quando Pequod lo ripubblicò, avviando un “caso Virgili”: scrittore misconosciuto, le cui pagine profetizzarono, per certi versi, il mondo in cui viviamo. Postumo venne pubblicato un altro suo romanzo, Metodo della sopravvivenza.

Guido_Morselli

Più dettagliata è la biografia di Guido Morselli (foto). Anche lui nato a Bologna, nel 1912, si spostò a Varese dove visse nel seno di una famiglia agiata, il padre era un dirigente d’impresa nel ramo farmaceutico. Proprio per un irrisolto rapporto col padre, Morselli sviluppò un carattere tormentato, timido, malinconico che lo avrebbe condotto al gesto estremo. Il padre, tuttavia, realizzato che il figlio non avrebbe seguito le sue orme ed era completamente assorbito dalla passione per la scrittura gli aveva concesso un vitalizio. I romanzi di Morselli spaziano per generi e tematiche, vanno dall’ucronia (Contro-passato prossimo, Roma senza papa) alla denuncia sociale e politica (Il comunista). L’opera che lo definisce come autore nichilista è una delle più lette ed è anche una sorta di testamento morale e di atto prefigurativo; potremmo definirla romanzo di fantascienza di tipo apocalittico, s’intitola Dissipatio H. G. (ove H. G, sta per Humanis Generis, genere umano). La trama, in breve: il protagonista, più per solipsismo estremo che per depressione, decide di annegarsi nel lago di una grotta sotterranea, ma alla fine non commette il gesto; quando ritorna in superficie, scopre che l’umanità è letteralmente scomparsa come se il suo suicidio mancato avesse causato quello effettivo dei suoi simili.

cc89cb26227b81396aaf6709cd01befc_w600_h_mw_mh_cs_cx_cy

LA DISTRUZIONE E DISSIPATIO H. G.
Perché i due romanzi definiscono i loro autori come nichilisti è facile comprenderlo. Si tratta però di un nichilismo espresso in modo diverso, quasi opposto per quanto riguarda il registro stilistico e la prospettiva. In La distruzione abbiamo un nichilismo imploso, che si auto genera attraverso le frustrazioni della carne e  sfogate attraverso il sadismo e visioni di distruzione che spinsero l’autore a evocare con 30 anni d’anticipo l’esplosione delle Torri Gemelle. In Dissipatio H. G. il punto di vista è distaccato e quasi didascalico; il protagonista si limita a rilevare l’assenza del genere umano senza passioni. Lo stile è misurato, a metà tra la narrazione e la saggistica, l’apocalissi non è immaginata e allucinata, ma reale. Entrambi gli autori sono precursori e anche qui in modi diversi: Virgili profetizzando il mondo che stiamo vivendo, Morselli giocando con esso e con i generi letterari, inscenando panorami in linea con i romanzi distopici che riscuotono oggi tanto successo.
Leggerli è un modo per rendergli giustizia.
1342427431-dante_virgili_distruzione_2

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Su questo sito web utilizziamo strumenti di prime o terze parti che memorizzano i (cookie) sul dispositivo. I cookie vengono normalmente utilizzati per consentire il corretto funzionamento del sito (technical cookies), per generare rapporti sulla navigazione (statistics cookies). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore.