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Game of Thrones e l’uso narrativo della violenza4 min read

15 Giugno 2015 3 min read

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Game of Thrones e l’uso narrativo della violenza4 min read

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articolo di Elena Caruso per Wired.it
Mel

SPOILER E09S05 – Siamo rimasti tutti sconvolti dalla crudele morte di Shireen Baratheon, bruciata viva per ordine del suo stesso padre da Melisandre, e com’è ormai abitudine dopo qualsiasi evento violento o controverso si verifichi in Game of Thrones, la rete ha avuto una reazione (forse troppo?) concitata.
Vocativ ha svolto un curioso conteggio dei tweet d’odio rivolti al personaggio di Stannis Baratheon, che nella sera della messa in onda avrebbero raggiunto quota 12,862. Non era riuscito a fare di meglio nemmeno Ramsay Bolton nel discusso episodio 6, Unbowed, Unbent, Unbroken, che ne aveva raccolti 11,238.
Non sono mancate le critiche trasversali alla scena stessa, giudicata da alcuni eccessiva, insensata o poco credibile rispetto ai personaggi coinvolti. In risposta, lo showrunner Dan Weiss ha dichiarato“In questa serie succedono cose orribili alle persone, e questa era proprio quella che pensavamo essere interamente giustificata dalla storia. Era predisposta dalla difficile situazione in cui si trova Stannis. Sarà orribile da vedere, ma dove esserlo”.
Weiss ha poi tacciato di parzialità lo shock dello spettatore rispetto alle morti “celebri” dello show, quando nel mondo di Game of Thrones sono migliaia le persone che soffrono e muoiono a causa delle azioni dei protagonisti. Si potrebbe obbiettare che è normale che lo spettatore empatizzi coi personaggi che conosce meglio, ma è anche vero che il tema dell’ambiguità morale è da sempre forte nella serie. Sarebbe giusto chiedersi: Stannis aveva scelta? Per il tipo di personaggio che è, e che ci è stato descritto per quattro anni, probabilmente no.
Weiss si è soffermato anche sull’aspetto del fanatismo religioso, particolarmente sentito in questa stagione.
“Per quei personaggi, la magia è reale e funziona. La cosa divertente, in questo genere [il fantasy], è che quando la magia è reale e puoi vederla coi tuoi stessi occhi nello show, apre una finestra nella mente di quelle persone che sulla base della fede credono a cose irrazionali. Io non riesco a capacitarmi di come queste persone esistano nel nostro mondo, è come se fossero completamente scollegate dal modo in cui lo vedo io. Quindi, in un certo senso, il fantasy è una finestra di vetro oscurato sulla mente delle persone che farebbero cose terribili per ragioni irrazionali.” 
Oltre ad uccidere Shireen, però, Weiss e Benioff si sarebbero macchiati di un altro reato, il peggiore: il reato di spoiler. In uno speciale andato in onda dopo l’episodio, infatti, gli showrunner hanno confermato che il tragico colpo di scena è stato raccontato loro direttamente da George R. R. Martin, e che sarebbe previsto nel prossimo libro. Ciò ha peggiorato l’inimicizia di alcuni fan del bookverse verso lo showverse, ma per quanto sia un punto di vista che riesco a capire, mi chiedo anche: ragazzi, ma se non volete spoiler, perché continuate a guardare una serie tratta da libri, scritta insieme all’autore dei libri, che sta superando i libri, prima che escano i nuovi libri? Forse il pericolo è il vostro mestiere?Comunque scegliate di manifestare il vostro disappunto, l’importante è che non scriviate anche voi al povero Martin: gli fornireste scuse per tardare ancora la consegna di The Winds of Winter.
Qualunque opinione abbiate in merito alla morte di Shireen, è meglio ricordarsi di due cose.
La prima è che la polemica, in casa Game of Thrones, fa marketing. Che il risultato narrativo sia buono, o che non lo sia, gli episodi sembrano pianificati per lasciar cadere al momento giusto la bomba che riaccenderà l’interesse, e non c’è da stupirsi se questo accade, quindi accettiamolo come parte del gioco. Finché non si andrà troppo in là.
La seconda è che Weiss ha ragione: sono successe cose terribili a molte persone, in questa serie, quindi perché questa volta è diverso? Forse perché la vittima è una bambina? Theon ha fatto scuoiare e bruciare i figli di un contadino, nella seconda stagione, e continua ad essere un personaggio (giustamente, perché è molto intenso) amato dai fan. La verità è che Game of Thrones non smetterà mai di parlare delle atrocità che sono intrinseche al potere. Se la serie resterà fedele non solo a sé stessa, ma soprattutto allo spirito dei libri di Martin, vedremo ancora scene del genere. La domanda è: vogliamo farlo?
Se la risposta è no, ci basta solo cambiare canale.
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