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10 romanzi distopici che devi leggere3 min read

25 Maggio 2015 2 min read

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10 romanzi distopici che devi leggere3 min read

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1984 – Geoerge Orwell
È forse il padre di tutti i romanzi distopici. Descrive gli effetti catastrofici sulla società e sull’individuo di una dittatura onnipresente, intrusiva, che annulla tutto, persino il linguaggio. Profetico.
Mondo Nuovo – Aldous Huxley
Anticipa temi quali lo sviluppo delle tecnologie della riproduzione, l’eugenetica e il controllo mentale, usati per forgiare un nuovo modello di società. Anche questo profetico.
Fahrenheit 451 – Ray Bradbury
Un mondo dove la cultura viene letteralmente incenerita. Se nel romanzo era il fuoco dei pompiere a distruggere i libri qui è la tv. E anche  le tanto decantate nuove tecnologie, diciamocelo.
In senso inverso – Philip K Dick
Qui la distopia non parte da basi sociali, ma biologiche. La specie umana sta regredendo. I morti si svegliano, tornano vivi, ringiovaniscono, diventano bambini da impiantare come feti negli uteri dove regrediranno fino al non essere. Immaginate qualcosa di più agghiacciante?
La ragazza meccanica – Paolo Bacigalupi – La distopia, oltre che dalla corruzione politica e finanziaria, è stata innescata dai cambiamenti climatici e la distruzione della biodiversità. Tra gli umani si mescolano droidi perfettamente somiglianti. Un romanzo di fantascienza ecologica che parla molto dei vizi del presente e ci invita a stare attenti a come comportarci con il nostro pianeta.
Hunger Games – Suzanne Collins – Trilogia distopica che inaugura il filone di giovani-sfruttati-dai-vecchi. Se ci fate caso anche Divergent e Maze Runner hanno un’impostazione simile: ragazzi chiusi in gabbia. In un mondo dominato da un’oligarchia di spettatori avidi di emozioni, alcuni adolescenti, prelevati dai distretti dove vivono, diventano carne da macello in un gioco che ricorda il mito del Minotauro. Molto adolescenziale.
Sottomissione – Michel Houellebecq – La Francia (l’occidente tutto?) si è rammollita, ha perso fede nei propri ideali, corrosa dalla crisi da una parte e dal benessere dall’altra. L’Islam è sempre più forza politica oltre che culturale e religiosa. Il protagonista assiste a un lento islamizzarsi della società e alla perdita progressiva di tutti i vantaggi (e anche vizi) di quel laicismo per cui i suoi connazionali avevano tanto combattuto. Polemico e attuale.
Lo smeraldo – Mario Soldati – Il protagonista fa un sogno ambientato in un futuro inquietante. Il mondo è diviso tra confederazione del Nord dominata dai russi e basata sull’efficienza e la tecnologia e quella del Sud, dominata da arabi e cinesi, sostanzialmente contadina e agricola. L’Italia è dominata da uno stato dittatoriale, non si va più al cinema e tutti sono stipendiati dallo stato. Divertente e inquietante.
Il pianeta delle scimmie – Pierre Bouelle – Più che il libro ricordiamo il film o meglio, i film, tra cui l’orrido remake di Tim Burton. Nel romanzo si fa un uso della scienza più di quanto accada nei film: l’autore si affida alla teoria darwiniana dell’evoluzione, capovolgendola. Nel romanzo sono descritti più nel dettaglio gli esperimenti delle scimmie sull’uomo che ricordano quelli di Ivan Pavlov.
Il signore delle mosche – William Golding – Mi sono sempre chiesto se questo classico che è valso al suo autore il premio Nobel sia una distopia. Da una parte non può esserlo in quanto non delinea un mondo futuro e immaginario dall’altra i riferimenti temporali sono così vaghi che potremmo anche essere nel futuro. Inoltre ha numerosi elementi che verranno ripresi dalle distopie future come Hunger Games. Una scolaresca di ragazzi, in seguito a un incidente aereo, si ritrova su un’isola deserta. Qui gli studenti tentano di gettare le basi di una democrazia basata sull’uguaglianza e il diritto di parola al fine di convivere pacificamente ma tutto degenera in anarchia e violenza.

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