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"Sporcare i muri di mille colori": le vostre storie raccolte in un'antologia4 min read

30 Novembre 2014 4 min read

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"Sporcare i muri di mille colori": le vostre storie raccolte in un'antologia4 min read

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Come avevo anticipato qualche tempo fa, ho selezionato alcuni dei vostri racconti e ne ho fatto un’antologia. L’idea iniziale era di raccogliere almeno una ventina di racconti, ma ho avuto alcuni problemi nel contattare i vari autori e raggiungere un accordo. Non incomprensioni, ma problemi e riserve da parte loro, fra l’altro pienamente condivisibili, così alla fine l’antologia che vi propongo, di racconti ne ha solo cinque, ma si tratta di storie divertenti e rappresentative dello spirito creativo che anima questo social network.
Perché abbia deciso di intitolarla Imbrattare i muri di mille colori e, da un punto di vista narrativo, cosa possa suggerire la suddetta antologia, a un lettore appassionato come me, riguardo alla sorte delle patrie lettere, è spiegato nella prefazione che anticipo in questo post.
Un grazie agli autori che mi hanno autorizzato a editare i loro lavori, laddove necessitavano correzioni, e a riunirli e pubblicarli senza avanzare alcun compenso economico.
Grazie anche a quanti continuano a leggere e a scrivere su Penne Matte.
L’augurio è di pubblicare presto una nuova raccolta, magari più corposa.
Buona lettura.
Prefazione del curatore
Nelle intenzioni originali questa raccolta non avrebbe dovuto essere composta da cinque racconti, ma almeno venti, perché venti, se non più, sono i racconti postati su Penne Matte che io consiglierei di leggere a un amico, a prescindere dal fatto che sono l’amministratore del sito. Come mai, allora, solo cinque?
Per problemi tecnici e di tempi.
Partiamo dai problemi tecnici.
Gli autori di questi cinque racconti hanno firmato una delibera regolarmente redatta da un avvocato dove mi autorizzavano a compiere eventuali modifiche contenutistiche e formali ai loro lavori, laddove ne avrebbero necessitato, e a metterli online a pagamento, senza avanzare alcun compenso economico.
Non avevo la speranza di diventare ricco con la pubblicazione dei suddetti racconti, ma di guadagnare quanto basta per coprire parzialmente i costi del sito, di cui sono unico proprietario e amministratore, sì. Dopo aver riflettuto, ho deciso di rilasciare gratuitamente in versione pdf la raccolta su Penne Matte; per chi, invece, desideri leggerla su supporto ereader scaricando il file da uno store digitale, il prezzo sarà inferiore a 1 euro.
E ora i problemi di tempi.
Molti autori avevano risposto alla mia richiesta di essere pubblicati con entusiasmo, a patto che avessero l’ultima parola sull’editing. Era una richiesta legittima ma che avrebbe rallentato i tempi di messa online. Ad oggi sono unico amministratore e redattore di Penne Matte. Contrattare eventuali modifiche di contenuto e forma con ciascuno, per giunta via email, sarebbe risultato un lavoro troppo lungo.
Ecco spiegato perché delle 453 opere postate su Penne Matte, ne trovate solo cinque.
E ora veniamo a questi cinque racconti e al titolo della raccolta.
Tutti i racconti che leggerete, Il custode, Massimo rispetto per Don Zauker, Il punto di vista dei giocattoli, Unione ragazze dell’Est e Dungeon Boy, Dungeon Girl, hanno in comune una caratteristica non so quanto pianificata, non so quanto inconscia: l’uso della narrativa per ibridare. L’elemento costante è quello fantastico che viene poi associato a diverse tematiche; quella del precariato (lo stagista de Il custode), la condanna a non crescere mai, a rimanere bamboccioni calati in una perenne adolescenza (il ragazzo allucinato e l’eroinoname di Massimo rispetto per Don Zauker e Il punto di vista dei giocattoli) e la confusione tra gioco e realtà (i giocatori di Dungeon Boy, Dungeon Girl). In Unione ragazze dell’Est, l’elemento fantastico non spicca come negli altri, ma c’è comunque un senso dell’assurdo che sfiora il bizzarro e, in un passaggio del racconto, viene inscenato un incubo dai contorni a dir poco surreali.
L’impressione generale che si ricava leggendo questi racconti è la stessa che si ha sfogliando distrattamente tutte le anteprime postate su Penne Matte: gli autori (per lo più emergenti – non dico “giovani” perché questa parola, in tempi di crisi economica, è ingannevole oltre che mortificante) tendono a mescolare, ibridare, a usare la letteratura per condensarvi gli infiniti livelli comunicativi di cui ci dispone la società odierna. Se la pagina bianca è una stanza immacolata, ecco che loro la riempiono di mille colori, tanti quanti sono gli elementi che inscenano.
Siamo lontani dalle introspezioni psicologiche de Il giovane Holden e anche dagli scorci quotidiani e minimalisti alla Raymond Carver.
Uno scrittore contemporaneo si collega a Facebook, guarda alla tv True Detective, clicca freneticamente su YouTube per selezionare le scene preferite dei film, digita sms sul cellulare… quando si ritrova davanti al foglio bianco la storia che si sente spinto a raccontare non può riguardare il suo disagio individuale nei confronti della società, né limitarsi a cristallizzare il vissuto quotidiano. Per forza di cose, deve sfogare i tanti input narrativi, alti e bassi, che il mondo gli scaglia contro. Ecco perché ho usato la parola “sporcare” e “mille colori”. Ed ecco perché leggere questi cinque racconti è divertente nel senso più genuino del termine. È un po’ come salire a bordo di una giostra e girare circondati da prostitute in cerca di vendetta, spettri in grado di conferire poteri speciali, nani, elfi, giocattoli che hanno segnato la nostra infanzia e ritornano come un incubo nella vita adulta eccetera.
Una volta scesi vi sentirete un po’ frastornati, ma secondo me avrete voglia di farvi un altro giro e quindi… alla prossima raccolta!
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