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Transrealismo, la corrente letteraria che segnerà il nostro secolo?2 min read

12 Novembre 2014 2 min read

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Transrealismo, la corrente letteraria che segnerà il nostro secolo?2 min read

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“Una volta un tizio stette tutto il giorno a frugarsi in testa cercando pidocchi. Il dottore gli aveva detto che non ne aveva. Dopo una doccia di otto ore, in piedi un’ora dopo l’altra sotto l’acqua bollente a sopportare le stesse pene dei pidocchi, uscì e s’asciugò, con gli insetti ancora nei capelli; anzi ne aveva ormai su tutto il corpo. Un mese più tardi gli erano arrivati fin dentro i polmoni”.
Un oscuro scrutare, Philip K Dick
ll Guardian, il 24 ottobre, ha pubblicato un post firmato da Damien Walter sul transrealismo come una delle prime correnti letterarie fondamentali di questo secolo. Per la verità, il transrealismo è stato ufficializzato nel 1983 con un manifesto scritto dall’autore sci-fi Rudy Rucker influenzato dal romanzo Un oscuro scrutare (A Scanner Darkly, 1977, in basso una scena del film girato nel 2006, in alto un fotogramma) di Philip K. Dick.
Secondo il Guardian, Un oscuro scrutare segna una frattura nella produzione dickiana: con questo romanzo, l’autore mette la fantascienza in secondo piano rispetto al suo vissuto da un punto strettamente narrativo. Non è più un fabbricatore di storie su probabili futuri, ma rimane ancorato alla sua quotidianità: la fantascienza diventa un grimaldello per scardinarne le apparenze e interpretarla nel profondo. Questo approccio narrativo troverà la sua massima espressione nella Trilogia di Valis.

Il transrealismo parte dalla realtà e non passa al fantastico o alla fantascienza per brusco cambio di marcia. Lo scenario rimane sempre realistico, gli elementi sci/fi o fantastici costituiscono solamente delle probabilità, dei risvolti lungo il percorso narrativo. In che modo Un oscuro scrutare anticipa il transrealismo? Semplice, parla di una realtà vicina all’autore e alla quotidianità di chiunque, la tossicodipendenza, e qua e là apre squarci nella fantascienza con elementi narrativi come la tuta disindividuante, ma la storia rimane sostanzialmente quella di un gruppo di tossicodipendenti persi nei loro trip.
Il transrealismo, quindi, diversamente dalla fantascienza, non (ri)crea scenari, non descrive probabili futuri. Descrive la realtà e certi suoi lati inaspettati che possono avere a che fare con la fantascienza. Questo approccio alla letteratura è veramente innovativo e segna il nostro tempo? Secondo il Guardian sì e a conferma di ciò nomina autori per lo più sconosciuti in Italia come Monica Byrne o Matt Haing e conclude: “Transrealism has 30 years of history behind it, but it’s in the next 30 years that it may well define literature as we come to know it” (“il transrealismo ha 30 anni di storia alle spalle, ma è nei prossimi trenta che definirà la letteratura come la conosceremo“).

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