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Cornelia Funke, il fantasy e il nazismo3 min read

8 Ottobre 2014 3 min read

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Cornelia Funke, il fantasy e il nazismo3 min read

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Al Telegraph Bath Festival of Children’s Literature,  Cornelia Funke, una delle più note scrittrici fantasy in Germania – ritenuta dal Time la risposta tedesca a JK Rowling – ha detto che gli scrittori tedeschi devono riabilitare il fantasy dai danni compiuti dal nazismo. La Funke è stata illustratrice di libri per l’infanzia e pedagoga per bambini socialmente svantaggiati oltre che autrice. Ha firmato best seller come Il re dei ladri e Trilogia del mondo d’inchiostro. La sua affermazione prende in causa l’uso sistematico che tutte le dittature, non solo quella nazista, hanno fatto del mito, snaturandolo e utilizzandolo come strumento di propaganda.

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Il fascismo utilizzava miti e favole“, ha dichiarato l’autrice, “corrompendoli fino in fondo“. Ha poi aggiunto che si sente colpevole di ciò che il suo paese ha compiuto in passato e che trova più facile ambientare le sue narrazioni negli Stati Uniti piuttosto che in Germania perché si sente meno vincolata dalle ombre della Storia.
Sulle derive occultistiche di Hitler (il quale menzionò in una sua poesia del 1915, il dio Wotan, l'”odino tedesco”) sono stati versati fiumi d’inchiostro. Le coreografie della Germania nazista sembrano prefigurare le scene di battaglia di certi film fantasy. Hitler stesso era appassionato di esoterismo e di oggetti culto oltre che di capolavori che saccheggiava dalle stanze dei paesi occupati.
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Popoli che insorgono, eroi che guidano rivolte, battaglie epocali, magia, figli predestinati, dei avversi e amici, il fantasy attua lo stesso processo di mitizzazione e divinizzazione del quotidiano che, spesso, le dittature hanno attuato su loro stesse e i paesi di cui si sono messi alla guida. Sarebbe un errore madornale, tuttavia, considerarlo un genere tendenzialmente nazista o anche solo conservatore, come certa critica aveva fatto col Signore degli anelli di Tolkien. Il nazismo può essere propagandato attraverso ogni opera o filone letterario.
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Riguardo ai miti inquinati dalla propaganda nazista o fascista: a me piace scrivere, qualche racconto fantasy l’ho pubblicato online, ma non mi sono mai sentito in dovere di demitizzare con la penna la scomoda eredità fascista lasciata dal mio paese. Non ho idea di quanto la mitologia sia pregna di nazismo agli occhi di un giovane autore tedesco. Credo però che un autore italiano, anche di grande sensibilità a riguardo verso le tragedie della storia, scriverebbe una saga fantasy di guerre e predestinati, senza il timore di fare un’apologia del fascismo.
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Come mai? Forse il fascismo ha fatto minor uso di miti e leggende del nazismo. Ma secondo me c’è anche una spiegazione che risale al romanticismo. Noi mediterranei non siamo stati investiti da questa corrente culturale e artistica come i nordici. Il romanticismo non è stato l’anticamera del nazismo, ma sicuramente ha preparato i tedeschi a vivere la dittatura nazista diversamente da come noi italiani eravamo preparati a vivere il fascismo. Il romanticismo fa leva sull’irrazionalità, la passione, le atmosfere cupe, il mistero tutti elementi che impregnano il mito di una valenza potente. Forse questo intendeva la Funke. Il romanticismo è qualcosa che i tedeschi hanno nel sangue. Una forza passionale che può diventare oscura e degenerare.
Quando si parla di mito o se ne scrive (come avviene inevitabilmente nelle opere fantasy) quell’istinto emerge. Li forza a guardare al passato e a tenerne conto mentre scrivono nel presente.

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