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La Sick Lit (romanzi d’amore e mali incurabili): fa bene o è morbosa?3 min read

23 Settembre 2014 3 min read

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La Sick Lit (romanzi d’amore e mali incurabili): fa bene o è morbosa?3 min read

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La chiamano Sick Lit, letteratura malata, in realtà sta benone a giudicare dalle vendite in libreria. Romanzi d’amore tra adolescenti dove di solito uno dei due, se non entrambi, è sul punto di morte. Amore terminale. Promesse per l’eternità tra un chemio e l’altra. Uniti per sempre malgrado quel carcinoma al colon. È ciò che va forte oggi in libreria stando ai dati di vendite.

Ricordo un film americano di tutt’altro filone – potremmo definirlo un “cazzon-movie“, sottogenere del genere commedia – dal titolo Due single a nozze. Parlava di due ragazzi trentenni che si imbucavano ai matrimoni con lo scopo di sedurre e portarsi a letto una delle tante invitate. Uno dei due incontrava il maestro, il precursore di quest’arte dell’intorto nuziale, tale Chaz Reynolds (video sotto) che gli confidava che più che i matrimoni, sono i funerali i posti giusti dove si cucca: “Sono pazzeschi… le tipe sono così infoiate che è come pescare con la dinamite“. E poi se ne usciva con una frase vera, verissima e che spiega il successo della Sick Lit: “il dolore, in natura, è il più potente degli afrodisiaci“. Il dolore, nelle storie d’amore, amplifica la passione, la rende struggente, romantica, tanto più eterna quanto terminale è la malattia che mina la felicità della coppia.

Come salutare questa nuova tendenza della letteratura young adult, cioè per quel target di lettori tra i 14 e i  21 anni? Ci sono varie scuole di pensiero. Secondo il Daily Mail, si tratta di narrativa pericolosa, che fa leva sulla sensibilità esagerata del pubblico adolescente, spingendolo a ingigantire problematiche come il dolore, la morte e l’elaborazione del lutto che ha appena cominciato a sperimentare. Il Guardian invece parla di una narrativa “utile” che prepara i giovani ad affrontare quelle stesse problematiche in modo meno traumatico.
sick
Ricordo un articolo pubblicato anni fa, ai tempi in cui l’Inter non ne imbroccava una e, nonostante i soldi spensi da Moratti, continuava a deludere in campionato. L’articolo diceva che i bambini che tifavano Inter erano meglio allenati alla sconfitta e quindi destinati a diventare adulti più saggi. Allo stesso modo i ragazzini che leggono di sfighe varie e amori senza speranza non possono che essere più adulti dei coetanei che si sparano i comics della Marvel. Tra le opere di Sick Lit che hanno avuto successo Colpa delle stelle (Rizzoli), di John Green, storia di due giovani malati che si incontrano a un gruppo di supporto e scoprono l’amore insieme all’aggravarsi della loro malattia. Poi c’è Resta anche domani (Mondadori) di Foreman Gayle, storia di una violinista che rimane coinvolta in un gravissimo incidente stradale e che lotta contro il proprio coma per riabbracciare il suo amore. Una mano tiene il libro, una mano, poco più in basso, si posa tra le gambe. O tocca ferro. Le mani degli autori e degli editori, invece, contano i danari che incassano con le vendite.
amare vivi
L’amore ha bisogno di sofferenza per essere raccontato e la letteratura, che condensa e sintetizza la vita e non può raccontarla interamente, sbadigli e puzzette compresi, allo scazzo del day by day non potrà che preferire i sospiri e i gemiti dei day hospital. Per rappresentare l’amore in tutta la sua potenza deve rifarsi alla malattia, alla depressione, al crudele fato. Romeo e Giulietta insegnano.
Non trovo niente di strano né di preoccupante in questo tipo di narrativa. È una tendenza che passerà come passano le angosce e le paure dell’adolescenza.
Quello che rimangono sono i grandi classici.
…E i consigli di Chaz, naturalmente! 😀

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