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Lettera di una madre disperata: mio figlio legge solo robaccia fantasy3 min read

15 Settembre 2014 3 min read

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Lettera di una madre disperata: mio figlio legge solo robaccia fantasy3 min read

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Il Guardian pubblica la lettera di una madre angosciata. Il contenuto è più o meno il seguente: “cara giornalista, mio figlio di quindici anni legge solo fantascienza, libri come Il signore degli anelli o Hunger Games (sì, la signora considera Il signore degli anelli fantascienza…, ndr). Sono disperata. Ho comprato classici della letteraura e ho provato a incoraggiarlo a leggerli, ma lui niente. Come posso fare per avvicinarlo a letture più serie?
the book doctor
La giornalista, chiamata in causa come fosse una psicologa, è tale Sian Cain, da sempre impegnata, si legge sul suo profilo, a scrivere di cultura. La foto, in cima all’articolo, la mostra anziana signora dall’aria rispettabile e colta, potrebbe essere la cugina di Jessica Fletcher. La risposta che fornisce alla disperata lettrice è, secondo me, condivisibile. E la sostanza è questa: la lettura imposta non è il miglior modo di coltivare bravi lettori. Ci sono storie che, a prescindere dal loro valore letterario, catturano il nostro interesse, delineano nella nostra immaginazione scenari che troviamo affascinanti e ci invogliano ad esplorarli, anche se chi ci guida attraverso di essi, non è esattamente la reincarnazione del Bardo.
In effetti che cos’è un romanzo? Qualcosa non del tutto definibile, la cui qualità non si misura solo con la “bella scrittura”. D’istinto, un autore che magari non ha alle spalle la preparazione e la cultura di un professore di lettere classiche, potrebbe parlare di argomenti estremamente attuali in un modo del tutto nuovo che “aggancia” il lettore più di quanto riesca a fare un professionista della scrittura. Misteriosi e infiniti sono i i legami che vincolano la mente del lettore all’inchiostro dell’autore.
Spiegato ciò, la Cain non risparmia un appunto, alla lettrice: considerare a prescindere romanzi fantasy e sci/fi roba di seconda categoria, è un atteggiamento mentale sbagliato. Proprio l’atteggiamento che allontana un figlio dai libri, piuttosto che incoraggiarlo ad affrontarne di nuovi. Se una madre vuole che il figlio legga qualcosa di più profondo di Hunger Games, dovrebbe indirizzarlo verso libri che affrontano le stesse tematiche, classici di cui romanzi come Hunger Games sono spesso un’astuta rielaborazione in chiave contemporanea. Quindi dovrebbe sintonizzare la sua testolina cotonata su quella scapigliata del figlio, trovare il fine tuning cerebrale  del ragazzo, e in base ad esso consigliare letture che viaggiano sulle stesse frequenze.
Tuo figlio si sfracella i neuroni ciucciandosi tutta la saga di Hunger Games? Invece di sbattergli in faccia I fratelli Karamoazov, proponigli 1984 di Orwell, il primo grande romanzo sul totalitarismo, letterariamente valido, e scritto con una prosa rapida e diretta che nulla ha da invidiare a quella di un best seller.
Per un qualche misterioso motivo pensi che Il signore degli anelli nuoccia alla mente del tuo pargolo? Lo sapevi che lo stesso autore ha scritto altre opere che potrebbero interessare anche un rudere come te come Il Silmarillion?
Infine, la giornalista aggiorna la signora sul fatto che sono stati pubblicati romanzi fantasy e di fantascienza che possono tranquillamente essere considerati dei classici e non masturbazione per niubbi che vivono fino a 40 anni giocando a World of Warcraft, ad esempio Frankenstein di Mary Shelley, Fahrenheit 451 di Ray Bradbury oppure la trilogia di Gormenghats di Mervyn Peake. E visto che siamo in Italia, io nomino anche Racconto d’autunno, bellissimo esoterico romanzo gotico di Tommaso Landolfi, e certo i racconti di Buzzati senza dimenticare la trilogia dei Nostri antenati (Il cavaliere inesistente, Il visconte dimezzato, Il barone rampante) di Italo Calvino.
Ne avete degli altri da consigliare alla signora?
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