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Fantascienza, l’auto volante una previsione sbagliata?2 min read

8 Settembre 2014 3 min read

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Fantascienza, l’auto volante una previsione sbagliata?2 min read

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aut che vols

L’industria dell’automobile non è sfuggita alla crisi. Anzi, la sta accusando pesantemente. Sempre meno auto vengono immatricolate ogni anno mentre nuove forme di mobilità a minore impatto ambientale sono oggetto di studio. Nel frattempo la bici pedala per le strade delle città. Perché l’auto ha fallito? Perché inquina, è pericolosa e costa. È un mezzo percepito come scomodo, una costrizione quando non si ha altro modo di raggiungere la meta e si calcola il rischio di beccare una multa o pagare (troppo) un parcheggio privato.
E dire che ci fu un tempo in cui l’auto veniva vista come la sintesi del progresso tecnologico. Avete mai letto la poesia All’automobile da corsa di Marinetti? “Veemente dio d’una razza d’acciaio/Automobile ebbrrra di spazio,/che scalpiti e frrremi d’angoscia /rodendo il morso con striduli denti…/Formidabile mostro giapponese,/dagli occhi di fucina,/nutrito di fiamma/e d’olî minerali,/avido d’orizzonti e di prede siderali…“. Altri tempi, altre suggestioni.
marinetti
Il fascino dell’auto e la sua associazione istintiva al progresso tecnologico hanno contagiato la fantascienza sia scritta che al cinema. La prova sono le tante auto volanti che abbiamo visto sfrecciare tra le pagine e gli schermi di genere fantascientifico. Tanto per citarne alcuni, Il quinto elemento, Blade Runner, Ritorno al futuro. Magari ci abbiamo creduto veramente che l’auto potesse volare un giorno. E quindi sfrecciare tra i grattacieli, frenare rimanendo sospesa nell’aria e decollare e atterrare con la stessa facilità con cui un’auto oggi entra ed esce dal garage. Ma ormai è quasi certo che si tratta di una profezia (una delle tante) sbagliata della fantascienza.
auto volanti
Sia chiaro, di auto volanti ce ne sono state e continuano ad essercene. Prototipi di cui si parla ogni anno. Ma non combaceranno mai con quelle suggerite da cinema e letteratura. Su Wikipedia alla voce “flying car” sono sintetizzati i perché:
Motore: un’auto volante dovrebbe volare e atterrare facilmente negli spazi ristretti di un’aera metropolitana, ma ad oggi nessun motore è in grado di fare ciò. Inoltre c’è da mettere in conto il rumore che provocherebbe un decollo a propulsione verticale e la scarsa stabilità del mezzo.
Prezzo: un mezzo simile costerebbe parecchio, almeno 10 milioni di dollari. Si tratterebbe quindi di un veicolo per una élite, diverso rispetto all’auto a cui possono accedere più o meno tutti.
Sicurezza: volare è il modo più sicuro di viaggiare, ma su lunghe tratte. Se il volo dovesse diventare il modo di spostarsi in città più diffuso, non è detto che offrirebbe gli stessi standard di sicurezza degli attuali aerei.
Una forma di mobilità innovativa, su cui un autore di fantascienza potrebbe puntare per essere credibile? L’auto che si guida da sola. Il conducente si limita a fare il passeggero e a programmare la destinazione. Il resto – curvare, superare, invertire – lo fa il mezzo, evitando incidenti grazie a specifici sensori. È l’auto che vuole lanciare Google e che la General Motors promette di lanciare entro il 2017. Meno morti su strada e meno voli pindarici al cinema e in letteratura.

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