Una chiacchierata con Mazza e Sensolini, gli ideatori di Ignoranza Eroica

Stefano Spataro

Tempo fa abbiamo parlato della fantascienza umoristica e degli autori più importanti di questo sottogenere. Oggi ho deciso di intervistare per voi due loschi figuri, italianissimi, che ho avuto modo di conoscere su internet, Jack Sensolini e Luca Mazza, e di parlare un po’ della loro produzione piuttosto particolare, il cui contenitore virtuale si trova all’indirizzo: www.ignoranzaeroica.it.

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1) Cos’è Ignoranza Eroica, quando nasce e perché?

All’inizio, qualcuno ci definì così: «Il solito piagnisteo di qualche autorucolo di second’ordine mai pubblicato che rosica verso chi arriva in libreria nonostante la scarsa qualità».

E l’intervista potrebbe anche esaurirsi qui.

In realtà, c’è di più. Non molto, ma qualcosa c’è. Come la volontà di relazionarsi con un genere, o la narrativa in genere, senza pregiudizi o steccati, tentando di sperimentare, decodificare e ricucire frangenti che la tradizione vuole agli antipodi, come il fantasy con il pop, l’epica con l’action, l’aulico con l’underground, il barocco col barbarico, l’Eroismo con l’Ignoranza, appunto. Colpi bassi, metriche alte, appunto. Un non-movimento cialtrone nato nei vicoli di un torneo letterario groove, lo Schiaffantasi, che per icona vanta un impari duello tra Bud Spencer e Elric di Melnibonè. Nato senza mai cedere alle seduzioni del Meinstrim: come chi, parafrasando Libbano, non c’ha mai avuto soldi né paura.

 

2) Parlateci anche di Lethal Records, la vostra casa editrice. I generi sono quelli che ci piacciono: fantascienza e fantasy, ma sempre con un piglio ironico (per usare un eufemismo).

Lethal Records è un’etichetta indipendente, non una CE: non possiamo permetterci una casa in equo canone, figuriamoci una editrice! Nato per supportare l’antologia N di meNare, la prima opera di IE in cooperazione con il collettivo Nerdheim, il marchio Lethal ora griffa un romanzo breve di Fabio Andruccioli I racconti della Stua e l’ultimo progetto Riviera Napalm, uno cyberpunk post-apocalittico girato tra Bologna e Riccione che ha il manifesto proposito di mandare affanNapalm ogni regola scritta o tramandata dello sci-fi.

 

3) Siete aperti alla ricezione di materiale inedito? Quale dovrebbe essere la discriminante per essere pubblicati con voi?

Ribadiamo: Lethal Records è un’etichetta, come le avvertenze di non ingerire su una confezione di topicida. Non accettiamo manoscritti, né materiale di alcun tipo. E se mai ci interessasse qualcuno… bè, come direbbe John Rambo, saremmo noi che andremmo a prenderlo!

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4) Quest’anno avete pubblicato un’antologia di racconti N di MeNare e una raccolta di racconti ambientati nella stesso universo alternativo, Riviera Napalm. Raccontateci di questi gioiellini.

Più che gioielli, pallottole. Di calibro terminale. N di meNare è il distillato del fantastico propugnato da Ignoranza Eroica, la sua antologia-manifesto che include i più temerari crociati del fantastico italiano tra cui due premi Urania e un paio di pregiudicati per contrabbando. Amici veri prima che scrittori, con qualche eccezione in entrambi i casi, ovviamente, di quelli che in una rissa ti offrono sempre il loro destro, anche se il più delle volte sono loro a provocarla. Il risultato è una timeliNe che tocca l’anno Zero, taglia i medioevi più maneschi e atterra senza retrorazzi in futuri alla 40k. E dove noi due, in barba a qualsiasi galateo e fair play, compariamo nella doppia veste di curatori e autori.

Riviera Napalm invece è un progetto tutto nostro, svincolato da Ignoranza Eroica e da N di meNare, per quanto ne ricalchi fino al midollo lo spirito e l’insolenza. Un HARDmony, come l’abbiamo definito. Un romanzo a episodi, non racconti separati, girato in un’Emilia Romagna radioattiva dove a farla da padrone sono i Mutanti e una cooperativa infernale. Il Cinno e il Gasato, un bolognese e un mutante riccionese sopravvissuti al Crollo, affrontano senza compromessi le derive dell’Apocalisse italiana in un crescendo snuff-dialettale. Come primo romanzo (per Luca) e secondo dopo il Ballo degli Infami (per Jack) abbiamo unificato gli sforzi e i vissuti, attingendo ai capitelli del nostro credo: Mad Max (vecchi e nuovi), Fantozzi (romanzi e saga cinematografica), Alan D. Altieri, Vasco Rossi, Joe Lansdale, un passato ultrà e psichedelico… Il risultato è grossomodo quello che partorirebbero Neil Gaman e Terry Pratchett dopo una piadina e due Peroni consumati al piadinaro della stazione di Riccione. Che gli Dei della letteratura ci perdonino il paragone.

 

5) Ora domanda critica. In questi mesi, in qualche modo, avete cercato di scardinare alcuni paletti del genere, almeno in Italia. Qual è, secondo voi, la situazione della narrativa di fantascienza italiana? Editori e autori si prendono troppo sul serio, o si può interloquire abbastanza agevolmente?

Tu ci sopravvaluti! Più che scardinare, azione tipica del grassatore, ibridare, prerogativa del provocautore. Quello che contestiamo è l’ingessatura del purismo fantasy o comunque di genere, arroccato sugli stessi stilemi da generazioni, e al contempo l’editoria che svende e svaluta le produzioni nostrane perseguendo una politica esterofila dai meri fini commerciali. Ed è un autentico misfatto, dato che il panorama del fantastico tricolore offre oggi un paesaggio in decisa espansione: penso al sottobosco della piccola e media editoria in cui sguazziamo, ma anche ad autori affermati come il compianto e già citato Altieri, Vanni Santoni, Matteo Strukull, Dario Tonani, la tanto bistrattata Troisi, il lavoro di divulgazione di Edoardo Rialti, tralasciando icone come Valerio Evangelisti e il collettivo Wu Ming. Ognuno di noi, in simultanea all’esperienza in self con la Lethal, ha avuto occasione di pubblicare con case editrici di settore, affermate e competenti, e la serietà dei professionisti non è materia di discussione. Talvolta, però, le aspirazioni degli autori cozzano contro i tempi e i regimi editoriali. L’impellenza di pubblicare ha una radice fisiologica, e in questa piccola guerra dei bottoni c’è sempre il rischio che qualche razziatore possa fregarti il concept, o accusarti di farlo a tua volta… Così inalberi un logo con un Kalashnikov, una Beretta e un pugnale da commando e ti avventuri alla bersagliera nei meandri di Amazon!

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6) All’estero, ma anche nel passato italiano, esistono già esperimenti come il vostro a cui vi ispirate?

Ci sono, e tutti quanti imparagonabili: ma li enumeriamo lo stesso per puro sfoggio di erudizione. Temperie di scrittori e pensatori e artisti che hanno segnato epoche-spartiacque come i Cannibali degli anni Novanta pulp-pop, gli esponenti della Generazione Perduta a cavallo delle Guerre Mondiali, il pastiche fanta-hardcore delle riviste di Metal Hurlant – a cui lo stesso Evangelisti ha tributato il titolo di un’antologia iconica. Scavando nel nostro illustre passato riesumeremmo anche la Società dei Pugni e la corrente della Scapigliatura, di cui Arrigo Boito e il suo Re Orso a nostro giudizio getta i semi dell’horror e del dark.

 

7) Cosa ci serberà il futuro di Lethal Records?

Un altro torneo Schiaffantasi perché le botte, come il sesso coniugale, ci piace darle a cadenza regolare. Un’antologia possibilmente più discutibile, rocambolesca e tragica del primo meNare. Portare Riviera Napalm nelle multisale e diffonderlo in ogni media conosciuto. Un progetto in cantiere con Nerdheim per Lucca 2019. Tanti loverz, tanti haterz.

 

8) Questa è marzulliana. La faccio sempre. Fatevi una domanda e datevi una risposta.

Giurate di non dire la verità, nessuna verità, tutt’altro che la verità?

Lo giuriamo.

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