Scrivere con il corpo. Quello giusto

Marina

Quando si comincia a comporre un testo per prima cosa si sceglie un font e, allo stesso tempo, gli si assegna un corpo, cioè una dimensione. È un’operazione che facciamo in automatico e a cui non diamo particolare importanza, ma la misura delle lettere andrebbe scelta in base al tipo di supporto su cui scriviamo e al lettore a cui è destinato il testo. Spesso si tratta di trovare un compromesso tra la leggibilità del testo e le esigenze editoriali.

Per esempio, a volte nella progettazione di un libro bisogna ridurre le dimensioni del font per contenere la quantità di pagine e, dunque, restare nei costi che ci siamo prefissati. Oppure è necessario scegliere un corpo piccolo se si pensa di realizzare un testo tascabile, ma, al contrario, è bene aumentare le dimensioni dei caratteri se un libro è destinato a dei bambini o a dei ragazzi.

Ovviamente poi ogni casa editrice ha le sue regole interne e in linea di massima tutti i libri che appartengono a una stessa collana adotteranno i medesimi criteri.

 

Ma che cos’è esattamente questa misura e come viene calcolata? In pratica il corpo è l’altezza di ogni singola lettera e fa riferimento alla misura della faccia del blocchetto in lega di piombo dei vecchi caratteri che si usavano in fonderia, con incisa la forma ribaltata della lettera.

 

L’unità di misura è il punto tipografico: nel sistema europeo, che si chiama Didot, un punto corrisponde a 0,376 millimetri. Si tratta di una dimensione stabilita nel 1770 da Firmin Didot, un letterato, tipografo, incisore e fonditore di caratteri, nonché fabbricante di carta. Personaggio così importante nella storia della stampa, tanto che i suoi discendenti aggiunsero “Firmin” al proprio cognome in suo onore, è conosciuto anche per aver inventato la parola stereotipo (nel 1795), che, nel suo significato originale, è una lastra di zinco con una figura in rilievo e al rovescio.

   

Per il Pica, invece, che è il sistema di misurazione anglosassone, un punto misura 0,351 millimetri.

In genere per i libri si tende a usare un valore compreso tra i 9 e i 14 punti. Le misure più usate, in particolare, sono 11 e 12.  Si varia il corpo, diminuendolo, principalmente per le note: si usano un paio di punti in meno se è una nota a pie’ di pagina o alla fine del capitolo e un solo punto se è alla fine del testo.

Si usa un corpo minore, inoltre, per le didascalie delle immagini (che spesso vengono scritte in corsivo) e per l’indice analitico, applicando in entrambi i casi un paio di punti in meno rispetto al testo principale. A volte si tende a diminuire il corpo anche quando si inseriscono delle citazioni, soprattutto se molto lunghe.

Diversamente, è bene aumentare il corpo di un paio di punti per i titoli dei capitoli o dei paragrafi. Ovviamente avrà un corpo maggiore, e magari un font diverso, il titolo del libro stampato sulle varie parti della copertina e sul frontespizio.

 

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