Scrivere di armi (bisogna conoscerle)

La Leggivendola

Mi è capitato talvolta di trovarmi in compagnia di gamer pesanti che chiacchierano di armi con la competenza di membri dell’esercito. Quanti colpi quel fucile? La gittata? Storia del marchio? Quale paese si affida alla Beretta, quale preferisce la Glock? Io non ho mai giocato granché ai videogiochi, sono rimasta al Commodor 64, a Super Mario e a Pac-Man che rincorre palline bianche su musica a bit. Non mi resta che invidiare le inconsuete competenze dei miei conoscenti che invece hanno speso ore e ore su Call of Duty, Battlefield e – ne sono certa – decine di videogiochi di cui non conosco nemmeno il titolo, ma che forniscono una quantità infinita di dettagli e informazioni sulle armi.

Mettiamo caso però che io voglia scrivere un racconto ambientato durante una qualche battaglia, che il mio protagonista sia un soldato, o che comunque il contesto preveda una massiccia presenza di armi e combattimenti. È essenziale che le informazioni nel racconto siano esatte, e se sono specifiche tanto meglio. Dove ottenere però cotante informazioni? Mica si può recuperare una cultura da videogiocatore nel giro di pochi giorni.

Meno male che c’è l’Internet.

Canali Youtube come Skallagrim e Scholagladiatoria mostrano l’uso di un’ampia selezione di armi da taglio antiche e medievali, offrendo spunti storici e non mancando di dimostrazioni pratiche. È essenziale descrivere correttamente la scena di un combattimento, avere chiaro come debbano muoversi i personaggi. Magari un ragazzino o un popolano possono muoversi a casaccio, ma un soldato dovrà ben sapere quello che deve fare. Dovrà conoscere le guardie, le parate, le finte, i movimenti dei piedi. Quale spadaccino rimarrà fermo sui suoi piedi, quando può togliersi dalla traiettoria della spada e approfittare di un attacco per portarne uno lui stesso?

È anche bene sapere che negli ultimi anni sono sorte diverse scuole di scherma storica ben distribuite in tutta Italia; potrebbe essere utile, oltre osservare video facilmente recuperabili con una svelta ricerca su youtube, andare a dare un’occhiata e, perché no?, fare una prova per vedere cosa si prova effettivamente, saggiare il peso della spada etc.

Altri canali Youtube che possono tornare non poco utili, dedicati all’uso e all’abuso di armi da fuoco, sono quelli di Hickok45 e Forgotten Weapons. Qui le armi vengono spiegate, ne viene mostrato nel dettaglio il funzionamento, vengono comparate tra loro. È molto importante, così come per le armi antiche, sapere dove e quando venissero adoperate. Quali armi venivano fornite a quale esercito? Sono informazioni facilmente recuperabili, e non è detto che il lettore non sia a sua volta un esperto estimatore; magari il racconto funziona in tutto e per tutto, ma poi ci ritroviamo un sergente dell’esercito italiano durante la Grande Guerra bardato con una tuta in kevlar e armato di AK-47 e la sospensione dell’incredulità scade nel grottesco.

Sono inoltre molti i portali di associazioni culturali che offrono una vasta selezione di testi accurati che possano fare luce sul complesso mondo delle armi bianche; è bene sapere quando un determinato tipo di spada fosse in uso, chi poteva permettersela, in che zona fosse maggiormente diffusa. Mettere una spada bastarda – a una mano e mezza – in mano a un soldato dell’Impero Romano sarebbe un errore grossolano quanto raccontare di un duello a colpi di gladio nella Francia del ‘700.

Insomma, se l’ambientazione del nostro racconto prevede un discreto uso di armi, è bene conoscerne l’uso, l’aspetto, la storia. Certo, non è necessario diventare esperti, e non è affatto necessario dilungarsi in accurate descrizioni di lame, pomi e guardie. Tuttavia è essenziale che le informazioni che compaiono siano esatte, soprattutto quando si trovano a una distanza di pochi link e un paio di minuti.

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