Scrivere e studiare – La ricerca delle informazioni

La Leggivendola

Partiamo dall’ovvio presupposto che, quando si aspira a fare della propria scrittura una professione, “fare del proprio meglio” è il minimo indispensabile; scrivere vuol dire cercare di migliorarsi col tempo, spostando sempre più in là i propri limiti alla ricerca di un’irraggiungibile perfezione. Gli standard dovrebbero alzarsi, e non viceversa; è per questa ragione che mi stupisco sempre quando la produzione di un autore peggiora nel tempo, tra annacquamenti e ripetizioni.
Col tempo, oltre a migliorare il proprio stile, a seconda dell’ambientazione delle proprie opere si può finire per acquisire un sacco di conoscenze a livello storico, geografico, socio-economico e quant’altro. Di base si dovrebbe cercare di dare un’idea chiara del contesto in cui sono ambientate le storie, in modo che il lettore possa ricrearsene un’immagine mentale, farsene un’idea coerente. Che si tratti di un’opera ambientata nel nostro paesello o a Londra, quelle strade e quel cielo vanno descritti in modo credibile; se poi il romanzo è ambientato su un’astronave, la faccenda si complica ulteriormente, perché quell’astronave va progettata attentamente, visto che non esiste una definizione univoca di come dovrebbe essere un’astronave, dunque bisognerà farsi un’idea di come funzioni dal punto di vista ingegneristico, della grandezza, dei materiali, dei colori. Che velocità può prendere? Come si muove l’equipaggio? La costruzione di un mondo – worldbuilding – è una faccenda complessa, sempre.
Se l’opera in fase di scrittura ha un’ambientazione storica, il lavoro inizia dalla ricerca, prima di diventare creativo. O meglio, può anche iniziare da un’idea priva di fondamenta storiche, magari scattata in un momento in cui di quel periodo storico non si ha che una vaga infarinatura. Ma quell’idea, quell’estro creativo, deve poi amalgamarsi a un sistema di conoscenze acquisite attraverso una lunga serie di ricerche da un lato all’altro della rete.
Va da sé che alcune fonti sono più affidabili di altre ben più conosciute. Per dire, tutti conosciamo Wikipedia, – innegabilmente utilissimo – ma si tratta di un sito non specialistico, e non è detto che le informazioni siano complete.

Oltre ad essere, insieme all’Accademia della Crusca, uno scrigno prezioso di saggezza linguistica, il sito dell’Enciclopedia Treccani offre una selezione sterminata di saggistica, dettagliatissimi articoli in ambiti variegati, dalla storia alla geopolitica; non per nulla parliamo del “Portale del sapere”.
Quando stavo scrivendo la tesi e non riuscivo a trovare abbastanza letteratura in italiano sulla transmedialità – argomento estremamente interessante, peraltro – il mio relatore mi ha consigliato la piattaforma Academia.edu. un archivio sconfinato di pubblicazioni di autori specializzati nella materia di riferimento.
Oltre allo stranoto Progetto Gutenberg, conviene tenere a mente che spesso testate giornalistiche, musei e fondazioni rendono disponibili online i propri archivi, che possono contenere informazioni preziosissime.

Non è da escludere che la biblioteca della propria città disponga di un servizio di prestito online, e alcune offrono un servizio di assistenza alle ricerche bibliografiche, – perché non approfittarne, in caso di necessità? Esperti o meno nel campo di riferimento, i bibliotecari sapranno quantomeno dove cercare.

Oltre alle fonti scritte si può usufruire di un’altra banalissima risorsa: Youtube. Documentari, conferenze, lezioni complete tenute da docenti universitari e appositamente pensate per essere facilmente comprensibili da una platea non specializzata. Ascoltare una tavola rotonda di tre ore sulla nascita della Carboneria potrà ben dare un’infarinatura su un periodo storico che, se raccontato, va conosciuto nel dettaglio.
Come dicevo all’inizio, se si ha la pretesa di scrivere un romanzo che ponga le proprie basi su realismo e verosimiglianza, è necessario conoscere bene ciò di cui si parla, e saperlo raccontare al lettore perché possa trovarcisi insieme ai personaggi della storia. Certo, si può sempre scegliere di cambiare le carte in tavola; l’autore è il padrone ultimo dell’opera, e per crearla esattamente come vuole può piegare la storia, sottomettere natura e geografia come più gli aggrada. Tuttavia, se si fanno dei cambiamenti, è bene farlo sapendo cosa si sta cambiando e perché; il rischio, per nulla trascurabile, è che il lettore veda una svogliatezza di fondo in quello che per lo scrittore è puro estro creativo.

Sempre meglio optare per un buon uso delle fonti, – incredibile la quantità di sapere alla nostra portata. Gli strumenti di ricerca sono sconfinati, e se si ha bisogno di una qualche improbabilissima informazione, è quasi certo che quell’informazione da qualche parte si possa trovare.

Lascia un commento