Tre titoli di fantascienza straniera che vorrei leggere in italiano

Stefano Spataro

Per quanto non mi ritenga esterofilo e legga piuttosto bene dall’inglese, e mi arrabatti con poco successo con il francese, più volte mi è capitato di pensare a titoli di romanzi fantascientifici interessanti pubblicati all’estero, ma che in Italia tardano ad arrivare. Tra tutti, ce ne sono tre di cui sono particolarmente curioso e di cui vi vado a riepilogare brevemente la trama, in modo da incuriosire anche voi e riuscire, da buona opinione pubblica quale siamo, a smuovere qualche casa editrice di buona volontà a cimentarsi nell’impresa.

Pascal Bruckner, Le divin enfant (1992)
L’opera di questo scrittore e saggista francese è del tutto sconosciuta in Italia. Politicamente impegnato e controverso, ma con un pensiero piuttosto originale, Bruckner ha scritto anche diverse opere di fantascienza tra cui, appunto questo Le divin enfant. Incinta di due gemelli, la giovane Madeleine decide di educare i suoi piccoli fin dalle prime settimane della sua gravidanza. E sfortunatamente ci riesce. Dopo sei mesi, entrambi i feti, Louis e Céline, hanno raggiunto il livello di conoscenza di uno studente modello. Ma con la matematica, la filosofia e le scienze naturali imparano anche l’esistenza della sofferenza, della malattia e della guerra. Così quando vengono al mondo, quando tutti stanno per celebrare il loro arrivo, Louis e Céline si chiedono con ansia: nascere o non nascere? Un’interessante critica al nostro mondo, metaforicamente nascosta dietro alla domanda: sarebbe nato qualche bambino sulla faccia della Terra, se qualcuno gli avesse mostrato cosa aspettarsi?

Robert Charles Wilson, Spin (2005)
Premio Hugo nel 2006 e ancora inedito in Italia, questo è un libro che unisce presagi speculativi della space opera a intuizioni sulla condizione umana tipiche di un romanzo mainstream. In un lontano futuro tre adolescenti sono fuori a osservare le stelle. In questo modo sono testimoni dell’erezione di uno scudo che si estende su tutto il pianeta, e che blocca l’universo. Spin racconta i successivi 30 delle vite del trio, durante i quali passeranno 300 miliardi di anni al di fuori dello scudo grazie a una discontinuità temporale costruita. Jason, un genio, investirà la sua vita indagando i misteri cosmologici. Tyler, il narratore, diventerà un dottore mentre cura il suo amore non corrisposto per Diane, che a sua volta si immerge nel fanatismo religioso. Lungo la strada appariranno i marziani discendenti dall’uomo, che porteranno una droga che può elevare gli umani al cosiddetto Quarto Stato, un’età adulta oltre l’età adulta. Direi che ce n’è abbastanza…

Hao Jingfang, L’altro lato (2017)
Lei è un’autrice di cui ho letto il bellissimo racconto Pechino pieghevole, vincitore del premio Hugo del 2016 e di cui sarei davvero curioso di leggere un romanzo. Purtroppo le mie conoscenze del cinese sono davvero nulle e Jingfang non è stata tradotta neanche in inglese, perciò mi limito a comunicarvi quello che sono riuscito a scovare online. Nel 2016 la scrittrice ha pubblicato un romanzo di non-fiction il cui titolo italiano potrebbe essere Nato nel 1984. L’anno successivo, e qui scatta il mio interesse, ha pubblicato un breve libro di fantascienza, L’altro lato (passatemi la traduzione fatta in collaborazione con la IA di Google…) che ha vinto un prestigioso premio per la lingua cinese come autrice più promettente. Dopo il successo de Il problema dei tre corpi di Cixin Liu, chissà se nel nostro paese qualche folle casa editrice avrà il coraggio di specializzarsi nella fantascienza orientale?

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