Il Quidditch tra maghi e babbani

La Leggivendola

Sono una fanatica di Harry Potter, c’è poco da fare. Non importa quanti anni siano passati dalla prima lettura, – avevo dodici anni e il primo volume era stato il mio regalo di compleanno di parte di mio padre – o che i film non mi siano piaciuti granché, per me rimane una pietra miliare, parte integrante di quello che sono diventata. C’entra poco con l’articolo, ma posso esimermi dal riportare la mia ferma intenzione di tatuarmi una pozione Felix Felicis?

856e6648c9786df2d87bb0e11315585f_full

Harry Potter rimane un caso eccezionale in virtù dello spazio che si è conquistato anche al di fuori dalla dimensione finzionale, qui nel mondo reale. Non parlo di celebrazioni della serie come i Warner Studios o del parco giochi Wizarding World a Orlando. Parlo di iniziative e attività che hanno a che fare con la vita degli appassionati al di fuori del contesto di fruizione.

Parlo del Quidditch, sport ufficiale dei maghi. Citando Wikipedia, “Nell’universo di fantasia in cui è ambientata la serie di libri di Harry Potter, il Quidditch è un gioco magico con la palla che si gioca a cavallo di manici di scopa volanti. Presenta elementi in comune con calcio, pallacanestro, polo, canoa polo e horseball”. Si gioca volando su manici di scopa, cercando di lanciare la pluffa in tre cerchi, di ostacolare gli altri giocatori coi Bolidi o sfrecciando alla ricerca del Boccino d’oro. Bello, no?
E non è bello che il Quidditch si possa giocare anche nel nostro mondo, e non soltanto in quello dei Maghi?

Muggle_Quidditch

Certo, non si vola su manici di scopa, ci si deve adattare mettendosi un bastone in mezzo alle gambe e il ruolo del Boccino è preso in carico da un “boccinatore”, che entrerà in campo al diciassettesimo minuto e dovrà proteggere una pallina da tennis dagli assalti delle squadre. Si fa quel che si può.

mg_4574

Ma per il resto, le regole rimangono piuttosto simili: le squadre sono unisex, le funzioni delle diverse palle rimangono le stesse e si continua a cercare di disarcionare gli avversari in perfetto stile rugby. Molto intenso, devo dire.
E lo dico con cognizione di causa in quanto, qualche mese fa, ho assistito all’allenamento aperto organizzato dai Green Tauros, squadra di Quidditch di Torino.
È stato veramente interessante osservare l’allenamento – a distanza di sicurezza per evitare di prendermi un bolide in faccia. Mi aspettavo una certa dose di impegno e preparazione, e non sono rimasta affatto delusa. Ciò che non mi aspettavo era la brutalità del gioco, che non mi è parsa dissimile da quella di una partita di rugby. Dopotutto, ricordiamoci che Harry Potter ha perso tutte le ossa di un braccio in seguito a un’azione in campo.

Sono molte le squadre di Quidditch nel mondo, e da qualche anno anche in Italia. Sul sito dell’Associazione Italiana Quidditch si trova una lista delle squadre ufficializzate in Italia, e oltre ai Green Tauros di Torino figurano gli HynkyPunks di Bologna, i Perugia Gryphons, i Bombarda Brixia di Brescia e altri ancora. Sulla stessa pagina è anche possibile aggiungere la propria squadra, stiamo parlando di un universo sportivo in continua espansione.

sn_ts_111510_hdr

Non mancano le competizioni, internazionali e non. Oltre alla Quidditch World Cup, in Europa possiamo vantare la European Quidditch Cup e gli European Games, la cui prima edizione si è tenuta a Siena nel 2015.

Il Quidditch è diventato uno sport vero, un elemento proveniente da un mondo finzionale che è riuscito a emanciparsene completamente. Quando ho iniziato a parlarne in giro, qualcuno ha reagito con entusiasmo, altri con un certo divertito scetticismo. E lo capisco, nel Quidditch babbano si corre con una coda tra le gambe, e dopotutto è tratto da una serie per ragazzi.
Ma è riuscito comunque a conquistarsi una sua dignità, un suo spazio considerevole. Ed è proprio considerando il punto di partenza, questo mi sembra un risultato eccezionale.

Lascia un commento