Far Cry: Absolution, il romanzo dietro il videogioco

Alberto Grandi

Cosa ci si aspetta da un romanzo ispirato a un videogioco? Che porti il fruitore di quel videogioco dentro le ambientazioni che ha conosciuto con il controller in mano, rivelandole più nel dettaglio, con la potenza evocativa della pagina scritta. Il romanzo di Urban Waite, autore di storie crime, apprezzato da colleghi del calibro di Stephen King e Don Winslow, assolve pienamente il compito.

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Siamo a Hope County, in Montana e la storia narrata è un prequel alle vicende che i gamer conosceranno giocando a Far Cry 5 (che è stato immesso sul mercato pochi giorni dopo il romanzo). Ci troviamo tra le montagne, immersi in una natura selvaggia tra boschi, fiumi e laghi, nell’America profonda. Una comunità di fanatici religiosi il cui culto è chiamato Eden’s Gate, diventa sempre più influente e lega a sé i nuovi adepti col ricatto. Il profeta del culto è tale John Seed, chiamato il Padre, un uomo carismatico e pericoloso. Il classico profeta che unisce al verbo, la pistola. La protagonista, Mary May, vuole sapere cos’è successo a suo fratello: gli uomini di Seed sostengono sia diventato un adepto volontariamente, ma lei ha dei dubbi. Dunque comincia a indagare e Seed, prima che la ragazza diventi un problema, ordina a William Boyd, un cacciatore che vive in un capanno e si sente in un qualche modo debitore al Padre, di fermarla.

Con Far Cry: Absolution (edito da Sperling & Kupfer), Ubisoft sembra intenzionata a replicare l’esperienza di Assassin’s Creed, ovvero creare una serie di romanzi ispirati al videogioco. Solo che a differenza di Assassin’s Creed, Far Cry non è una vera e propria saga con elementi narrativi che legano un titolo all’altro. Dal suo esordio sul mercato nel 2004, nel corso dei suoi cinque capitoli (esclusi gli spin-off), il franchise si è proposto come un gioco stand-alone. Il comune denominatore è il gameplay – uno sparatutto in soggettiva con elementi di azione e avventura – e l’ambientazione: solitamente luoghi selvaggi, che si tratti dei boschi del Montana (Far Cry 5) o delle vette dell’Himalaya (Far Cry 4). Sostanzialmente in Far Cry si spara, si scagliano frecce, si affrontano uomini e animali, si guidano elicotteri eccetera. Con un videogioco simile, ci si aspetterebbe un libro adrenalinico, tutto ammazzamenti e azione, invece Absolution stupisce prendendosi i suoi tempi e dando il giusto spessore ai personaggi. Ambientazioni (natura selvaggia), temi trattati (fede, fanatismo, libertà e ideologia) e la presenza costante delle armi da fuoco affiancano questo romanzo alle storie estreme di un Lansdale (Valzer dell’orroreLa notte del drive-in) o di Gischler (La gabbia delle scimmie) forse con una prosa un po’ meno anarchica e incalzante, più misurata e oggettiva, ma ugualmente coinvolgente.

Se avete giocato a Far Cry 5 vi divertirà leggere il prequel con le stesse ambientazioni. Se non avete giocato a Far Cry 5, se non avete ma impugnato un joypad in vita vostra, questo romanzo potrebbe piacervi lo stesso. Si respirano, nelle sue pagine, quello spirito estremo tipicamente americano che mescola l’animo della frontiera al fanatismo religioso.

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