Fix-up: cos’è e qualche esempio celebre

Stefano Spataro

Con il termine fix-up, in narrativa, si intende il rimaneggiamento di materiale precedentemente pubblicato sotto forma di racconti al fine di essere riadattato a romanzo. È una pratica molto usata in particolar modo nel genere fantastico, fantasy e fantascienza, e nella storia ha dato vita a molti esempi celebri. Questo tipo di narrazione nacque nei primi anni ’50, e il termine è da attribuirsi a Alfred E. van Vogt, non prima però degli anni ’80.

I vantaggi di una costruzione narrativa di questo tipo possono essere molteplici. L’autore, soprattutto quello pigro o alle prime armi, non deve necessariamente affrontare una trama complessa da spalmare su un elevato numero di pagine, ma può inventare piccole storie che abbiano ambientazioni e personaggi in comune, e creare un insieme di vicende per strati, accumulando quantitativamente le singole parti. In secondo luogo, questo metodo gli permette accedere più rapidamente alla pubblicazione, e valutare con calma se il progetto sia effettivamente degno di essere portato avanti. Lo scrittore può avere il tempo di tastare il terreno ed evitare di perdere tempo magari dietro a un flop clamoroso, o nella migliore delle ipotesi di raccogliere consensi e aficionados, assicurandosi in qualche modo un piccolo successo. Inoltre, se l’autore è abbastanza acuto, può cercare di raddrizzare il tiro capendo cosa c’è che non va nella sua storia o nel suo stile, ascoltando le opinioni dei suoi lettori.

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Un altro vantaggio da non sottovalutare è infatti proprio la presa sul lettore. Storie brevi, magari autoconclusive, ma soprattutto rapide da leggere, hanno il pregio di catturare maggiormente l’attenzione e mantenerla viva. Questo non è un fattore da sottovalutare, soprattutto oggi, per quanto riguarda la pubblicazione online. Un racconto di quattro o cinque pagine si legge in una decina di minuti al massimo… già dieci iniziano a diventare impegnative per l’occhio e per la mente.

Nell’ottica poi di un rimaneggiamento finale, anche l’attenzione alle singole contraddizioni interne può essere un attimo messa da parte, ovviamente senza esagerare… ciò non deve comunque compromettere la godibilità della storia.

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Tra gli esempi celebri c’è ovviamente Asimov con la sua Fondazione (ancora lui, direte!), di cui vi ho già parlato abbastanza. Aggiungo solo che i primi tre capitoli della saga, in ordine di uscita, raccolgono le storie pubblicate da Asimov negli anni ’40 su Astounding stories e rimaneggiate e ripubblicate solo a partire dal 1950. Anche I robot è un esempio di fix-up, anche se conserva maggiormente la forma del racconto.

Van Vogt ha utilizzato questo metodo narrativo in almeno tre dei suoi romanzi: Le armi di Isher, Crociera nell’infinito e Mente suprema. I primi due sono stati raccolti nei primi anni ’50, mentre il terzo vedrà la luce nella sua interezza solo nel ’77.

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Ma l’esempio che più di tutti mi preme portare alla vostra attenzione è City di Clifford Simak (è, ad oggi, il mio romanzo di scifi preferito in assoluto!). La sua struttura è davvero particolare. L’opera è composta da otto racconti originariamente pubblicati su Astounding Science-Fiction (tra il 1944 e il 1951). Nel suo rimaneggiamento Simak ebbe l’intuizione geniale di presentare le storie come frammenti di un ciclo di leggende tramandate dai Cani, la cui razza si è evoluta in un milione di anni. Tali leggende, ognuna delle quali è premessa da un’introduzione che ne spiega il contenuto da un punto di vista storiografico, narrano di una strana creatura, l’uomo, che avrebbe permesso all’animale cane di diventare intelligente. Profondamente umanistico e filosofico, il romanzo è una riflessione sul destino dell’umanità e dell’intero pianeta Terra.

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Anche in Italia abbiamo un esempio importante di fix-up, anche se tra due romanzi. Le Cronache di Mondo9 di Dario Tonani, edito in un unico volume da Urania Millemondi nel 2015, sono infatti un esempio di come il rimaneggiamento di due storie che condividono un’ambientazione possa portare a un risultato letterario davvero efficace. Ovviamente, se ho dimenticato qualcuno, anche e soprattutto tra i contemporanei, fatemelo sapere…

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