Web e scrittura: i siti che uno scrittore deve avere tra i “preferiti”

Marina

Internet ha completamente rivoluzionato il lavoro di redattori, correttori di bozze, giornalisti e scrittori. Risorsa fondamentale per chi scrive, a cui sarebbe folle e anacronistico rinunciare, il web talvolta può diventare una scorciatoia “pericolosa”. Per questo è bene conoscerlo e farne un uso corretto e, se possibile, non esclusivo.
Vediamo quali sono gli strumenti di ricerca e di consultazione e in che modo usarli.

I principali strumenti della rete sono i motori di ricerca automatici (search engine), i classici siti che offrono un servizio di ricerca in base a una o più parole chiave. Il loro lavoro è svolto da specifici software (crawler, spider o “indicizzatori”) che navigano continuamente e archiviano i testi di tutte le pagine che trovano. Il più conosciuto è Google, ma ne esistono molti altri. Quando si fa una ricerca complessa è poi necessario consultare più motori: in questo caso ci si rivolge ai metamotori (metacrawler), che eseguono l’interrogazione del web in base alle parole inserite usando contemporaneamente diversi motori e poi riportano i risultati provenienti dai vari archivi in un’unica lista, raggruppando i duplicati. La loro efficacia è legata al numero di motori che possono interrogare e alla capacità di presentare i risultati in un’unica lista.
Esistono inoltre dei software che è possibile scaricare e installare sul pc per gestire i risultati delle proprie ricerche anche off-line e, poi, i cosiddetti “motori di ricerca umani”, cioè agenzie di servizi in cui una vera redazione compie delle indagini, a pagamento, su specifici argomenti scelti dagli utenti.

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Un’altra tipologia di strumenti è rappresentata dai motori specializzati, o portali verticali, che offrono servizi di ricerca o di web directory limitati ad ambiti specifici, facendo una selezione, in genere gestita da un gruppo di redattori, e dando così maggiori garanzie di reperire informazioni valide. Per redattori, traduttori e linguisti sono utili il webCorp, che permette di usare il web come corpus testuale, e OneLook, che può cercare termini inglesi in diversi dizionari monolingui o bilingui on line.
Un altro strumento è la web directory, un archivio in cui una redazione ha raccolto e catalogato un certo numero di siti per poi suddividerli in categorie tematiche. Per comparire in una directory un sito viene segnalato da chi l’ha creato alla redazione, che ne valuta l’attendibilità, oppure viene individuato e scelto dalla stessa directory. In pratica ogni motore di ricerca ha al proprio interno una sezione di web directory con alcuni siti, accompagnati da una breve descrizione, suddivisi per argomento e organizzati secondo una struttura gerarchica di categorie e sottocategorie. È possibile fare una ricerca anche all’interno di una singola categoria.

Questi sono i quattro principali strumenti di ricerca. Vediamo ora come usarli.
La prima schermata di un motore propone una ricerca semplice, che parte da una o più parole chiave. Esistono però vari modi per restringere la ricerca e renderla più efficace: si può cercare una locuzione o una frase esatta e racchiuderla tra virgolette doppie, oppure fare una ricerca in una lingua specifica o, ancora, limitarla a un solo Paese. È inoltre possibile includere o escludere alcune parole, facendole precedere dal segno “+ ” o “-” (senza spazi). Un’altra opzione utile e spesso sottovalutata è quella di inserire delle indicazioni cronologiche: tra gli strumenti di Google si può scegliere un intervallo di date tra quelli proposti oppure crearne uno proprio. Anche la voce “notizie”, soprattutto se incrociata con un preciso intervallo di tempo, è fondamentale per chi cerca un fatto di cronaca.
Per prendere confidenza con tutti questi strumenti è possibile fare qualche tentativo variando di volta in volta i dati inseriti nelle finestre per poi confrontare i risultati ottenuti.

Per quanto riguarda, invece, gli strumenti di consultazione, ne esistono di molti tipi e molto utili. I corpora, per esempio, sono raccolte di testi digitalizzati organizzate per ambiti (come letteratura o filosofia), lingue o periodi storici. In genere sono a loro volta dotati di un motore di ricerca con cui è possibile cercare parole o sequenze di parole all’interno della raccolta dei testi.
Tra i più importanti ci sono il British National Corpus, con estratti da libri, giornali e vari tipi di testi, il Project Gutenberg, con i testi dei maggiori autori della letteratura mondiale, sia in inglese sia in lingua originale, Google Books, che permette di effettuare ricerche all’interno di varie edizioni di un testo, e Wordtheque, database di testi letterari e tecnici sia in lingua originale che tradotti in oltre 150 lingue. Per i testi in italiano LiberLiber e la Biblioteca dei Classici Italiani offrono un archivio dei classici del nostro Paese.

Diversi sono i portali tematici dedicati a settori come editoria, cinema, musica o scienza, in costante aggiornamento. Tutte le maggiori biblioteche italiane, poi, hanno un proprio sito e offrono la possibilità di cercare un titolo all’interno del loro catalogo. Molte aderiscono anche allOPAC SNB, catalogo nazionale che per esempio permette di trovare tutte le biblioteche che conservano un certo testo.
Tra le biblioteche straniere i siti più utili sono quelli della Library of Congress di Washington, che è la più grande del mondo, la British di Londra, la Bibliothèque Nationale de France di Parigi, la Biblioteca Nacional de España di Madrid e il Karlsruhe Virtual Katalog, che permette la ricerca simultanea dei principali cataloghi tedeschi e stranieri di libri.

Per finire, esiste poi tutta l’area degli strumenti terminologici, lessicografici e linguistici, come glossari, dizionari e molto altro. Difficile elencarne i principali perché ne nascono (e muoiono) in continuazione. Se è affascinante e decisamente comoda l’idea di trovare un sinonimo, l’etimologia o la traduzione di una parola in pochi secondi, così come scoprire dove si trova una città senza nessuna fatica, è sempre meglio conservare qualche atlante cartaceo, dizionario o enciclopedia per affiancarli e alternarli alle nuove tipologie.

Sfogliando con calma le pagine di uno di questi volumi possono nascere spunti, idee e illuminazioni brillanti, come ha scritto Erri De Luca: «Apri il dizionario della tua lingua per la sua bellezza, per il suo deposito di storie contenute in ogni singolo vocabolo.
Leggine una pagina e vedrai spuntare pensieri e storie e ricordi. Ti auguro di non frugarlo come un cercatore dentro una miniera, per estrarne una cosa sola, ma come uno che percorre un campo e legge il brulichio delle specie viventi».

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