This is Us e qualche spunto su una particolare tecnica narrativa

Marina

Thisisus
Continua il successo delle serie televisive statunitensi costruite sull’alternanza di diversi archi temporali, come True Detective, The Affair o Tredici: Sterling K. Brown ha vinto un Golden Globe come miglior attore in una serie drammatica, This Is Us, che vanta tre nomination e oltre 12 milioni di spettatori americani.
Creata da Dan Fogelman (già ideatore della serie musical Galavant e sceneggiatore del film d’animazione Cars – motori ruggenti) negli Usa viene trasmessa dal 2016 dalla NBC mentre in Italia è in onda la seconda stagione su Sky. Interpretata da Milo Ventimiglia, Mandy Moore, Sterling K. Brown e Chrissy Metz, si svolge in tre archi temporali principali, alternati in modo da tenere gli spettatori incollati allo schermo.
La vicenda è complessa e ricca di particolari inverosimili: Jack e Rebecca nel 1980 aspettano tre gemelli, uno dei quali muore durante il parto, per cui decidono di adottare un altro bambino, nato e abbandonato lo stesso giorno dei gemelli. Nel presente, trentasei anni dopo, i tre fratelli vivono in diverse città americane, mentre il padre è misteriosamente scomparso. Il primo fratello, Kevin, è un noto attore televisivo in piena crisi professionale e personale, Kate è la gemella da sempre in lotta contro il proprio peso, mentre Randall, fratello adottivo e di colore, è un professionista di successo, che finalmente conosce il padre biologico, artista ed ex tossicodipendente.

I vari episodi alternano le vicende del presente a quelle degli anni ’80, al momento della nascita e della crescita dei ragazzi, in particolare nell’adolescenza. Se la trama è complessa e poco credibile, ci sono dialoghi realistici e momenti di grande commozione, i personaggi sono tracciati con grande maestria nella loro affascinante imperfezione e gli attori sono strepitosi. E se Mandy Moore è brava e convincente nei tre ruoli interpretati (giovane donna, madre e, infine, nonna), gli attori scelti per interpretare i tre fratelli da ragazzi sono incredibilmente somiglianti agli adulti.
This is Us non s’ispira a un particolare libro, ma la destrutturazione del tempo è una modalità che viene usata anche in narrativa. Esempio brillante e avvincente di questa tecnica è La famiglia Winshaw di Jonathan Coe, romanzo del 1994 che fece conoscere il suo autore in tutto il mondo.

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Saga familiare costruita con continui flashback e flashforward, intreccia le vicende della famiglia Winshaw, – composta da ambiziosi industriali, politici, finanzieri ed editori -, con quelle di Michael Owen, modesto scrittore incaricato di scriverne la biografia. Si tratta di un libro geniale e complesso, ascrivibile a più generi: detective story, horror gotico, farsa e satira politica. Incuriosisce come un giallo, è ricco di colpi di scena e decisamente interessante anche per l’ambientazione storica, l’Inghilterra thatcheriana degli anni ’80.
Se si vuole adottare questa tecnica nella scrittura, scelta affascinante, coraggiosa e non priva di rischi, è necessario seguire alcune accortezze. Si tratta infatti di un metodo complesso in cui, per altro, non è possibile “aggiustare il tiro” tra una stagione e l’altra a seconda dell’accoglienza del pubblico, come per le serie televisive.

Innanzitutto è necessario non esagerare con il numero dei personaggi, principali o secondari: quello di This is Us è contenuto e quello della Famiglia Winshaw immenso, ma non tutti siamo Coe.
Stabiliti quanti e quali sono i personaggi che animeranno le nostre pagine è bene fare un elenco completo e puntuale delle loro biografie. È necessario descrivere dettagliatamente sul proprio quaderno di appunti o sul pc/tablet la vita di ogni soggetto, con tanto di date e dettagli puntuali. Da questi schemi si potrà poi attingere per la stesura vera e propria, in modo da poter alternare i vari archi temporali senza fare troppa confusione. Tutto deve risultare coerente, verosimile e credibile.
Se si fa riferimento a fatti storici, come per altro accade sia in This is Us sia nel romanzo di Coe, è poi necessario stilare uno schema dei principali avvenimenti degli anni in cui si ambienta il testo, e comunque tenere a portata di mano un buon manuale di storia. Bisogna poi fare attenzione anche a eventuali cambiamenti degli ambienti in cui si svolgono gli eventi a seconda del momento storico e immaginare con particolare attenzione ogni singola scena ogni volta che si cambia arco temporale.

Questa tecnica narrativa talvolta è associata ad altre due: la prima è l’entralecement, procedimento tipico del romanzo e del poema cavalleresco poi ripreso dalla telenovela televisiva e dalla narrativa moderna che consiste nell’intrecciare storie diverse. La seconda consiste nella creazione di storie parallele. Sono due metodi presenti sia in This is Us sia nella Famiglia Winshaw che ben si sposano con la destrutturazione temporale e per le quali possono risultare utili gli stessi suggerimenti.
Altri metodi narrativi altrettanto intriganti e difficili sono le storie a versioni multiple, in cui per esempio ciascun personaggio racconta uno stesso evento, e le storie ad albero, dove a un certo punto del racconto si danno diversi sviluppi narrativi, che nascono dalle differenti decisioni prese davanti al punto di svolta.

Alcuni manuali e corsi di scrittura, come il Ricettario di scrittura creativa di Stefano Brugnolo e Giulio Mozzi (Zanichelli), consigliano anche dei veri esercizi per chi vuole cimentarsi in queste tecniche. Sicuramente è bene provare con uno o più racconti brevi prima di avventurarsi in un romanzo, prevedere un giro di bozze in più e affidare la propria storia a diversi lettori. Se è vero che la scrittura è un momento intimo e personale, avere una squadra nutrita, fidata e sincera per letture, riletture, correzioni e consigli è sempre fondamentale.

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