Quei casi editoriali che diventano il volto dell’editore

LaLeggy

Prendiamo il caso di NN editore, tra i più recenti ed eclatanti. Pare fatto apposta perché io ci scriva questo articolo, l’emblema di quanto vorrei dire. NN editore porta in libreria i primi titoli nel 2015, Sembrava una felicità di Jenny Offil, Le prime quindici vite di Harry August di Claire North e Benedizione di Kent Haruf. Almeno, questi sono quelli che ricordo di aver visto più di frequente sugli scaffali.
Non è del catalogo di NN che voglio parlare, però. Sarebbe un bell’argomento, intendiamoci, ma voglio soffermarmi solo un attimo sull’ultimo titolo citato, sull’ultimo volume della Trilogia della pianura, in Italia uscito curiosamente ad aprire la serie, Benedizione. Benedizione, e con lui il resto della trilogia, non ci ha messo poi molto a diventare un caso letterario. Perdonatemi l’orrenda battuta, ma Benedizione per NN è stata davvero una benedizione.

trilogiaHaruf

Facciamo qualche passo indietro, torniamo a quando in libreria – o almeno nelle librerie di catena della mia ligure e spoglia provincia di nascita – le case editrici indipendenti non le vedevi neanche col lanternino. Ricordo lo stupore di trovare pile su pile di un titolo Marcos y Marcos – Se ti abbraccio non aver paura, Fulvio Ervas – e la curiosità de L’amica geniale che aveva ancora da essere scoperta in America. Non ho amato particolarmente Sofia si veste sempre di nero di Cognetti, ma provavo una certa soddisfazione nel vedere un Minimumfax così in alto in classifica.
Erano altri tempi, davvero.
Quello di cui vorrei parlare sono quei casi letterari improvvisi e inaspettati che prendono una casa editrice indipendente e la catapultano in mezzo ai grandi, la fanno conoscere ai lettori e rispettare ai professionisti del settore. I casi letterari che diventano la lettera di presentazione e il volto dell’editore; non è un caso se il blog di Fazi si chiama Stoner, capolavoro ed esplosione editoriale postuma di John Williams.

Scheda Gaskell copertina

Analogo il caso della casa editrice Jo March, nata in Umbria nel lontano 2011, la cui prima pubblicazione, Nord e sud di Elizabeth Gaskell, che non esiterei a definire “capolavoro”, ha invaso le librerie di Italia, facendo conoscere alla moltitudine dei lettori una casa editrice minuscola e una scrittrice sconosciuta, che adesso siamo in tanti ad amare. Nord e sud è stato, per Jo March, quello che Benedizione è stato per NN.
Non che sia necessario per un editore partire in quarta con migliaia di vendite e un fiorire di ristampe. Se guardiamo a Zona42, editore di “fantascienza e altre meraviglie”, possiamo notare un’espansione misurata e costante, priva di veri e propri casi editoriali. Eppure adesso è una casa editrice abbastanza conosciuta nell’ambiente, può vantare un nutrito pubblico di fiduciosi lettori e non è affatto inusuale trovarsi i suoi volumi di fronte, pure nelle librerie di catena.

La differenza, trovo, sta nel fatto che Zona42 è una casa editrice di genere, una nicchia editoriale che deve andare a procacciarsi il suo pubblico con impegno e lenta fatica, orfana di quel riverbero che possono dare la stampa generalista o la compiacenza dei librai. È una questione di numeri e non di qualità. Lo stesso si può dire per altri editori di genere, da Gainsworth Publishing a Dunwich edizioni, fino a Acheron Books. Meraviglie editoriali che difficilmente troveranno un uguale riscontro nell’attenzione del grande pubblico.
Potremmo dibattere se si tratti di fortuna, o se taluni vengano graziati da un’innata capacità di saper cogliere il caso letterario quando ancora si trova nella sua forma embrionale di manoscritto.

Personalmente trovo che ci siano editori che trattano ogni pubblicazione come se dovesse essere il nuovo caso editoriale, che credono davvero in quello che mandano in stampa e che non si lasciano cogliere impreparati da quella che non chiamerei fortuna, ma giusto riscontro da parte di un pubblico attento.
Ci sono anche fior di capolavori ignorati, sia dai lettori che dai loro stessi editori. I volumi pubblicati per fare numero, per invadere col proprio marchio gli scaffali in libreria.
E poi ci sono le convergenze rare ma giuste, in cui editore e pubblico si incontrano nel trovare che un libro sia, a tutti gli effetti, una meraviglia degna di essere conosciuta in tutto il globo. I casi editoriali.

Quelli veri.

Lascia una risposta