Il drago e altri stereotipi del fantasy

Stefano Spataro

Mi sono interrogato a lungo sul binomio, forse irriducibile, genere/cliché. E alla fine sono arrivato a farmi una gran bella domanda, piuttosto che ottenere delle risposte. È possibile scindere il genere dai suoi cliché?
Sarebbe un paradosso infatti ammettere l’esistenza di un genere senza il reiterarsi di stereotipi che riguardino personaggi, ambientazione e in senso lato l’immaginario che una storia evoca. Se infatti si eliminano totalmente alcuni punti cardine, il genere in un certo senso decade e il romanzo (o il racconto che sia) si ritrova o in un altro genere, o fuori da qualsiasi genere.

Badate bene che ho molto semplificato una questione spinosa e non ho parlato assolutamente del gusto estetico di una storia.
Però credo che sul quel termine, “totalmente”, si possa investigare. Se si vuole creare una storia che sia ben localizzata in un genere, ma che risulti anche originale nella sua individualità, forse basterebbe smussare un po’ questi orpelli manieristici, eliminare completamente i superflui, e il gioco è fatto.
Vi elenco alcuni dei luoghi comuni delle storie fantasy che trovo (troppo spesso) esagerati all’interno di romanzi e racconti.

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Il drago e altre creature del folklore
Chi l’ha detto che in una storia fantasy ci devono essere necessariamente creature mitologiche o della tradizione celtica come elfi, nani, trolls ecc.? Certo, anche Martin nel suo modernissimo Trono di Spade ci infila i draghi, ma lo fa con mestiere, lo carica di un significato che esula dal semplice serpentone gigante che sputa fuoco. Non sono le creature mostruose o del piccolo mondo a fare del vostro romanzo un romanzo fantasy, quindi andateci piano.

Personaggi stereotipati
L’eletto, il piccolo uomo che è grande dentro e riesce a compiere incredibili imprese, il cattivo dal volto deforme e l’occhio iniettato di sangue (se non dalla pelle razzisticamente più scura di quella degli altri), sono tutte figure che forse hanno fatto il loro tempo. L’abito non fa il monaco, ma forse anche questo è un altro cliché…

La banalizzazione del male contro il bene
… tuttavia il problema dei personaggi stereotipati è legato a quello della netta distinzione tra bene e male. Certo, è un concept che funziona sempre (guardate Star Wars, per esempio), ma il mondo non è in bianco e nero e prima o poi questa distinzione fatta con l’accetta non regge più, o quantomeno scoccia. Il lettore contemporaneo ha bisogno di qualcosa di più complesso del buono che sconfigge il cattivo e salva il mondo.

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Gli oggetti magici che possono qualsiasi cosa
Di sicuro è stato il sogno di ogni adolescente, possedere una bacchetta magica per fare i compiti, ma a livello narrativo questa cosa funziona fino a un certo punto. Rowling è riuscita a riportare la magia in auge affezionando milioni di ragazzini e adulti, e lo ha fatto riuscendo proprio sfuggendo dalla tradizione, rimodernando la funzione dell’oggetto magico e rendendolo in qualche modo, passatemi il termine, maggiormente verosimile. E non deve essere stato per nulla semplice…

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Ambientazione medievale da monarchia europea
Questo è proprio il massimo della stereotipizzazione di genere, tant’è che per molti il fantasy È il medioevo immaginario e fantastico à la Signore degli anelli. Esistono tuttavia deviazioni da questa regola tolkeniana, come le ambientazioni contemporanee dell’Urban fantasy o gli scenari post-apocalittici del futuro. Il medioevo acchiappa, non ci sono dubbi, ma la Storia è bella perché è varia!

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Amori complicati
E infine questo, un cliché emerso negli ultimi tempi e non derivato da una tradizione di genere ben definita. Ultimamente il genere young-adult spinge un po’ verso trame maggiormente romance, con ingarbugliamenti sentimentali e triangoli che esulano un po’ dal fantastico presente all’interno della narrazione. Non venitemi a dire che tutte gli intrallazzi di Twilight non sono che uno specchietto per le allodole per le ragazzine… Ma anche qui, ovviamente, si tratta di gusti. Basta comunque non esagerare.

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Un pensiero su “Il drago e altri stereotipi del fantasy

  1. Gennaro Menna

    Questo sì che un bel articolo o post. I cliché sono proprio fastidiosi, ma è vero che il viaggio è una cosa essenziale al fantasy. Certo la magia ha un ruolo praticamente infinito, ma per il resto, hai ragione.