Donne, fantascienza e fantapregiudizi

Stefano Spataro

Il tema di oggi, come avrete capito, è piuttosto scottante. Ci siamo appena ripresi delle vacanze natalizie e dalla polemica scatenata dalla pubblicità di Pandora, considerata alquanto maschilista, che poneva tra le poche alternative di un regalo per una donna un ferro da stiro e un pigiama, oltre che al bracciale, ovviamente. Si parla tanto di genere, e le polemiche in questi ultimi giorni hanno raggiunto una tale pervasività, anche mediatica, che si è arrivati a situazioni surreali, come di quell’uomo che non ha potuto manifestare accanto del corteo contro la violenza delle donne, perché cacciato via dalle stesse.

Non desidero di certo espormi in modo serioso su un argomento così delicato. Tuttavia la questione, non so se per contingenza o di proposito, proprio in questo mese ha invaso altri campi, tra i quali quello della letteratura di genere, un genere diverso da quello di maschio e femmina, quello della fantascienza.

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Girando per la rete ho potuto constatare un incremento notevole della produzione di scifi al femminile. Già diversi anni fa usciva un’antologia di racconti tutta italiana intitolata Donne al futuro (Flacconio Editore, 2005). In tempi più recenti invece Eleonora Federici ha tracciato una storia di scifi al femminile in un bel saggio dal titolo Quando la fantascienza è donna (Carocci, 2016). Se si considera poi che Frankenstein di Mary Shelley è probabilmente il primo libro di fantascienza moderna, allora bisogna riconoscere che la fantascienza è nata, come tutti noi, da una donna. Nonostante la stragrande maggioranza di nomi maschili, non mancano infatti grandi opere di grandi autrici come C.L. Moore, Leigh Brackett, Ursula Le Guin, Connie Willis, Marion Zimmer Bradley.

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Pochi giorni fa è stata annunciata l’uscita di due antologie di racconti fantascientifici scritti da donne, a confermare che l’apporto femminile al genere è di rilievo. La prima è Materia oscura, edita da Delos ed è curata da Emanuela Valentini. Il volume raccoglie tredici eccellenti racconti, tutti inediti, di autrici italiane. La seconda, dal carattere internazionale, si intitola Le visionarie, ed è curata da Ann e Jeff Vandermeer. Il volume uscirà a febbraio del prossimo anno per le edizioni Nero e conterrà racconti di Ursula Le Guin (nella foto in basso), Joanna Russ, Tanith Lee, Angela Carter e molte altre.

I tempi sembrano quindi essersi un po’ risollevati da quando Massimo Mongai scriveva che, statisticamente, le donne, sebbene attratte forse più degli uomini dalle materie scientifiche, leggono meno fantascienza e, per questo, ne scrivono di meno. Non ho purtroppo i dati per fare un confronto con quello che viene detto in questo bell’articolo pubblicato nel 2013, ma mi pare che le cose stiano cambiando, anche se non così in fretta. L’articolo di Anna Feruglio Dal Dan, In difesa delle quote rosa, pubblicato sul numero 82 della rivista Robot, dimostra come ci sia ancora bisogno di parlare e affrontare temi relativi al pregiudizio di genere dentro e fuori la letteratura.

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È plausibile che le donne, in media, preferiscano alcuni titoli piuttosto che altri, ma ciò non può essere un dato incontrovertibile. Sarà banale ma pare che le cose stiano proprio così, a meno che non si vuole forzare l’individualità di ciascuno di noi e generalizzare, appunto, rischiando inevitabilmente di sbagliare. A proposito di un dibattito acceso su “letture femminili” e “letture maschili” di genere, vi rimando a un thread di Anobii dal titolo provocatorio Il Fantasy lo leggono tutti, la Fantascienza solo i maschi, per darvi un’idea di massima della complessità dell’argomento e su quali possano essere i risvolti di una polemica/dibattito di questo tipo. La discussione viene portata avanti bonariamente, ma è senza dubbio una lettura interessante per comprendere quali sono le posizioni attuali a riguardo, fuori dalle analisi professionali e di mercato.

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