I romanzi che hanno ispirato Star Wars

Stefano Spataro

Per il terzo anno consecutivo assistiamo alla Star Wars mania. La “forza” dei fan si risveglia nel periodo natalizio per riprendere a sognare con le avventure di Han Solo e Luke Skywalker (e la nuova protagonista Rey) o, nel caso dello scorso anno, con un’avventura spin-off ambientata nello stesso universo ma con personaggi diversi.

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Star Wars, saga cinematografica e non solo, è probabilmente uno dei più grossi franchising degli ultimi anni. Grazie al suo immaginario semplice ma allo stesso tempo efficace è riuscito a incantare milioni di persone in più di tre generazioni differenti. È riuscito, come pochi altri, a superare il vincolo del media cinema creando un merchandise esteso a qualsiasi tipo di oggetto o altro mezzo narrativo: dalla tazza per la colazione con il faccione del cattivissimo Dart Fener ai fumetti che ne hanno espanso l’universo e i personaggi.

Ma all’inizio del 1974 il giovane George Lucas si aspettava un successo del genere? Pare che il progetto iniziale del regista fosse quello di mettere in scena alcune avventure di Flash Gordon, il personaggio protagonista dell’omonimo fumetto di Alex Raymond, per sfruttare il successo dovuto alla serie televisiva a lui dedicata. I costi di copyright però spinsero la produzione e Lucas stesso a investire tempo ed energie in una sceneggiatura originale che portarono nel 1977 all’uscita del primo film e al successo globale.

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Uno dei grandi pregi di Lucas è stato quello di aver realizzato ambientazioni e personaggi immortali. Si pensi ad esempio a Indiana Jones, vero e proprio eroe di un’intera generazione di giovani di qualche anno fa. Tuttavia viene da chiedersi: è davvero tutta farina del suo sacco? Nel costruire il suo mondo immaginario e le creature stravaganti che lo popolano, come robot, altre creature senzienti, cavalieri dalla spiritualità particolare eccetera, Lucas si è certamente ispirato a due fondamenti della letteratura fantascientifica del Novecento: Il Ciclo di Dune e Il Ciclo della Fondazione.

Dal romanzo di Frank Herbert il regista ha sicuramente colto l’ambientazione desertica di Tatooine, il pianeta nativo degli Skywalker, che sembra ricalcare quella di Arrakis, così come l’abbigliamento e le abitudini/necessità di una popolazione costretta a vivere nel deserto. Ispirata da Herbert è probabilmente anche l’idea di una setta mistica che riesca a governare una forza psichica al fine di esercitare una sorta di controllo mentale, su se stessi e sugli altri.

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Lucas è poi senza dubbio debitore nei confronti di Asimov per la descrizione e rappresentazione dei droidi e del loro comportamento, e anche per aver immaginato una galassia abitata su un numero disparato di pianeti diversi dalla Terra (che, come nella Fondazione, su Star Wars non viene mai nominata). Anche il pianeta immaginario Coruscant, e la sua ecumenopoli, sembrano riprendere Trantor, il pianeta-repubblica nonché città capitale dell’universo della Fondazione.

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Ma all’interno della saga non mancano riferimenti mitologici classici, a partire dall’idea di Forza, di chiara ispirazione taoista e buddista, per arrivare agli insegnamenti confuciani di Yoda. La filosofia dietro al viaggio dell’eroe poi sembra ricalcare alcuni archetipi individuati dallo storico delle religioni Joseph Campbell nel saggio L’eroe dai mille volti. Le tappe del viaggio di Luke nella prima trilogia sembrano una vera e propria quest dell’eroe classico: il richiamo dell’avventura, l’incontro con il mentore Obi-Wan, e le prove estenuanti da superare fino allo scontro finale.

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Una bella miscelatura di temi, ambientazioni e filosofie, quindi, senza dubbio però architettate ad arte da colui che viene considerato oggi uno dei geni del cinema di fantascienza contemporaneo. Molti fan affermano che un grossa parte di questo lavoro si è perso nella trilogia prequel, ma soprattutto in quella attuale, in cui il lavoro di Lucas non è presente affatto avendo ceduto i diritti della saga alla Disney. A voi l’ardua sentenza se la nuova trilogia sia all’altezza delle altre due, quello che mi preme chiedervi è: quanto ci saremmo persi invece se Lucas fosse riuscito a girare un film su Flash Gordon?

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