Citazioni: come inserirle correttamente

Marina

Scrivendo può capitare di citare le parole di qualcun altro. Che sia un articolo, il frammento di un libro, il brano di una canzone o di una poesia, ci troviamo a “prendere in prestito” le parole di un altro autore, per dare un parere sul testo che citiamo, usarlo per spiegare meglio il concetto che stiamo esprimendo o altro ancora. Si tratta di un’azione lecita, utile e sacrosanta, che va però segnalata da un punto di vista tipografico.

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Le norme possono variare da editore a editore, ma ci sono dei precetti generali da rispettare. Ricordiamo i principali, che possono essere utili a chi sta scrivendo un libro o ne ha intenzione.
Innanzitutto sarebbe sempre bene indicare gli estremi della fonte (in nota o tra parentesi tonda) e, quando possibile, far controllare la citazione dal suo autore. Eventuali omissioni di una parte della citazione vanno segnalate con l’uso dei tre puntini, preceduti e seguiti da uno spazio, anche senza l’impiego di parentesi quadre, mentre le citazioni in lingua straniera vanno sempre inserite nell’idioma originale, con la traduzione in nota.
Una citazione introdotta da due punti deve iniziare con la lettera maiuscola e tutto ciò che non ne fa parte (commenti, integrazioni e spiegazione) va messo tra parentesi quadre.

Vediamo ora come comportarsi e seconda del tipo di testo riportato.
CITAZIONE IN PROSA
Se è breve può andare di seguito nel testo tra virgolette caporali («»).
Diversamente, se è lunga o la si vuole distinguere dal resto del testo per qualsiasi motivo, le strade sono due:
1. Si mette a capo il blocchetto racchiuso tra virgolette caporali («») nello stesso corpo e giustezza del testo. Se la citazione prosegue per più di un capoverso le virgolette vanno riaperte all’inizio di ogni capoverso ma chiuse una volta sola, alla fine della citazione.
2. Si mette a capo il blocchetto, senza virgolette, con un rientro a destra e uno a sinistra, separato da mezza o da una interlinea da quanto precede e segue.
CITAZIONE IN VERSI
Se la citazione è breve può essere lasciata di seguito nel testo tra virgolette, con i versi separati dalla barra verticale (I) o obliqua, mentre la barra doppia (II) indica la separazione tra due strofe.
Ci sono lingue straniere (come l’inglese), in cui ogni verso inizia con la lettera maiuscola e bisogna rispettare questa regola. Se i versi sono numerosi si può ricorrere a un corpo minore, da usare per tutte le citazioni in poesia presenti nel libro.

C’è poi un piccolo dettaglio burocratico da tenere presente, soprattutto se il brano che si riporta è molto lungo. Secondo le norme che regolano il diritto d’autore non è possibile citare il passo di un’opera senza autorizzazione, per cui quando si usano testi di autori ancora tutelati è bene segnalare la cosa alla casa editrice che si occuperà, se è il caso, di chiedere i permessi opportuni. Quasi sempre si tratta comunque di un passaggio formale, che si risolve senza problemi. Per un autore, per altro, spesso è un onore essere citato, a meno che non lo si faccia con intenzioni denigratorie e polemiche.

Sono regole noiose ma tutto sommato semplici da rispettare. Anche se saranno poi editor e correttori ad applicare eventuali varianti e sfumature è meglio presentare un manoscritto che tenga in considerazione questi principi. Le caratteristiche per conquistare un editore sono tantissime, e molte non sono nemmeno legate alla forma, ma presentare un testo che rispetti quantomeno le principali regole redazionali è senz’altro una buona base di partenza.

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