Quanto fantascientifico deve essere un romanzo di fantascienza?

Stefano Spataro

Da quasi due anni a questa parte posso vantare di appartenere a una non meglio svelabile comunità di patiti di letteratura di fantascienza. L’obiettivo di questo gruppo di nerd appassionati è quello di realizzare una lista con i migliori libri del genere mai scritti. Di recente si è reso opportuno affiancare al semplice voto del libro, anche un giudizio di tipo “tecnico”, chiamato banalmente livello di fantascientificità. Affinché infatti un romanzo possa trovarsi di diritto all’interno della lista delle opere migliori di fantascienza non deve essere solo un buon libro, ma deve anche essere un libro a tutti gli effetti appartenente al genere.

Al di là delle elucubrazioni teoriche per la formulazione o al soggettivismo che può risiedere dietro a concetti di questo tipo, credo sia interessante fornirvi una scala da 0 a 5 che possa darvi un’idea di massima di quanto un romanzo possa essere davvero di fantascienza, per evitare imitazioni (se siete pignoli quanto me e i miei compagni), o magari semplicemente per avere un’idea più accurata di quello che state leggendo, o scrivendo. Ovviamente un livello di fantascientificità alto non indica necessariamente un buon romanzo, così come ottimi romanzi possono trovarsi fuori dal genere fantascientifico.

Livello 0 – Dostoevkij
Ovviamente qui cito l’amato (od odiato) Fëdor solo per indicare tutti quei testi che con la fantascienza non hanno assolutamente nulla a che vedere. In questi non esiste la minima traccia di pensiero scientifico, o, se c’è, essa non è per niente rilevante né per la trama, né per il concept alla base del libro.

Livello 1 – Piccole tracce
I libri con questo livello di fantascientificità non possono ancora essere considerati a tutti gli effetti di fantascienza. Magari alla lontana c’è qualche minima sfumatura, ma decisamente non possono dirsi appartenenti al genere. Un buon esempio, a mio parere, è Cecità di José Saramago. Un libro che parte da un pretesto scientifico, la cecità improvvisa delle persone di un paesino, ma che ha un’evoluzione e un obiettivo totalmente diversi da quelli del genere. Un ottimo libro, senza dubbio, ma poco fantascientifico.

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Livello 2 – Più no che sì
Anche qui, di scienza ce n’è ancora poca. Essa però inizia a permeare in maniera un po’ più evidente le vicende, pur senza diventarne una protagonista. Un romanzo che può essere inserito a questo livello è, a mio parere, Infinite Jest di David Foster Wallace. Qui la tecnologia cinematografica avanzata, nel futuro in cui la storia è ambientata, fa da background colorato agli episodi narrati. Anche qui, opera incredibile sotto molti punti di vista, ma certamente lontana dai canoni della scifi.

Livello 3 – Fantascienza debole
Qui si inizia a parlare di fantascienza. La sua presenza si avverte, anche se ancora non in maniera preponderante. A questo livello io ci vedo romanzi come Mattatoio n.5, di Kurt Vonnegut e Lo strano caso del dr. Jekyll e mr. Hyde, di Louis Stevenson. La scienza c’è, e si sente, ma ancora non è il vero e proprio perno intorno al quale ruotano gli eventi. In entrambi i casi c’è un’attenzione maggiore alle dinamiche psicologiche dei due protagonisti, che ai viaggi nel tempo (nel primo caso) o alle mutazioni (nel secondo).

Livello 4 – Fantascienza con tracce di altri elementi
Qui ci sono pochi dubbi, il pretesto scientifico alla base del What if? del romanzo è chiaro ed evidente. Tuttavia esso non è ancora riuscito a scalzare  del tutto alcuni contesti accessori che “sporcano” il genere. In questo livello ci vedrei bene le distopie. La sociologia, sebbene considerata a tutti gli effetti una scienza, è ancora lontana da quella “esattezza” che può essere affibbiata a discipline come la fisica o l’astronomia. Forse qualcuno la prenderà come una bestemmia, ma io qui ci metto anche il Ciclo della Fondazione di Asimov, nettamente imperniato sulla psicostoriografia, una materia (inesistente) umanistica, per quanto considerata scientificamente infallibile e alcuni titoli della space opera classica, che, sebbene descrivano avventure ambientate nello spazio profondo, dicono poco sulla scientificità delle tecniche utilizzate.

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Livello 5 – Fantascienza dura
La hard science fiction è una categoria del genere e gode di una sua specifica autonomia. In questi romanzi l’enfasi sull’accuratezza scientifica è molto forte. La storia narrata in questi libri deve essere rigorosa e logica prima di tutto dal punto di vista scientifico e in secondo luogo con il resto della narrazione. Alcuni esempi classici sono il romanzo Stella doppia 61 Cygni di Hal Clement e la raccolta di racconti Il seme tra le stelle di James Blish. Un testo che ho particolarmente amato è Lo scheletro impossibile di James P. Hogan, nel quale il ritrovamento sulla luna di uno scheletro vecchio cinquemila anni sovverte tutte le teorie evoluzionistiche fino ad allora considerate coerenti, mettendo in crisi l’intera comunità scientifica.

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