I nuovi librigame di Lupo Solitario arrivano a ottobre 2018

Penne Matte

articolo di Marta Tripodi per Wired.it

Per i 14enni degli anni ’80 e ’90, i librigame sono stati fedeli compagni di molti pomeriggi passati a studiare mappe, tirare dadi e barare con se stessi per resuscitare il proprio personaggio. Il primo a immaginare l’esistenza di romanzi interattivi, il cui lettore potesse scegliere lo sviluppo della storia tramite una serie di bivi narrativi, fu Jorge Luis Borges, nel suo romanzo Il giardino dei sentieri che si biforcano del 1941. I librigame, però, sono molto più elaborati di così: sono un gioco di ruolo da giocare in solitaria, con tanto di lancio di dadi, calcoli matematici per simulare la casualità degli eventi e oggetti da raccogliere lungo il percorso. L’ideale per infiammare intere generazioni di giovani nerd.

La serie più celebre di librigame è senza dubbio quella di Lone Wolf, creata dall’inglese Joe Dever. Il protagonista, Lupo Solitario, vive in un mondo fantasy chiamato Magnamund ed è l’ultimo monaco guerriero della sua stirpe: il suo compito è combattere le creature del male che hanno sterminato i suoi antichi compagni e minacciano di annientare quelli nuovi. Un successo clamoroso – oltre 9 milioni di copie nel mondo dal 1984 ad oggi – che ha generato un franchise che comprende romanzi, videogame, giochi da tavolo e perfino un format interattivo telefonico. Negli anni Dever ha raccolto attorno a sé una fitta rete di appassionati, che lo consigliava e supportava lungo tutto il processo creativo; alla sua morte dopo una lunga malattia nel 2016, i più fedeli membri di questa community hanno ereditato il compito di ultimare gli ultimi tre libri del ciclo, con la consulenza del figlio, Ben DeVere. A Lucca Comics & Games, in occasione della presentazione del Joe Dever Award,  ha lasciato trapelare le prime informazioni su questa trilogia finale: il primo volume si intitolerà Dead in the Deep e debutterà proprio alla kermesse di Lucca nel 2018. Il legame di Dever con l’Italia, e soprattutto con Lucca Comics & Games, era particolarmente forte, tanto che gli è stato intitolato un premio all’interno della rassegna: è stata quindi una scelta naturale scegliere quest’occasione per l’annuncio, spiegano i fedelissimi di Lupo Solitario. Il piano è di presentare anche gli ultimi due libri della saga nella stessa modalità, nel 2019 e 2020.

La copertina del primo volume di Lupo Solitario pubblicato in Italia (Edizioni E. Elle)

La copertina del primo volume di Lupo Solitario pubblicato in Italia (Edizioni E. Elle)

A capitanare la brigata di Lone Wolf è Vincent Lazzari: “L’ho conosciuto di persona nel 2010, a una convention di fumetti a Parigi” racconta. “Facevo parte di un’associazione che stava traducendo in francese il gioco di ruolo di Lupo Solitario; avevamo individuato molti problemi di background e continuità temporale anche sull’originale, perciò mi presentai come portavoce e glieli spiegai. Lui rimase così colpito che mi chiese di aiutarlo a fare lo stesso anche sui nuovi librigame della serie”. Lazzari, paleontologo, insegna all’università di Poitiers e ha applicato il suo metodo anche ai librigame. “Il lavoro che facevo con Joe è simile a quello che si fa su un articolo scientifico: una rilettura sistematica per individuare i punti critici e le contraddizioni. Abbiamo anche fondato una nuova associazione, Scriptarium, proprio per offrirgli questo tipo di consulenza”. Con la scomparsa di Dever, ovviamente, è stato necessario cambiare prospettiva: “Ci ha lasciato montagne di appunti e istruzioni, ma ci è mancato molto il confronto con lui. Era il nostro maestro, il creatore dell’universo che abbiamo popolato insieme. Per fortuna, come squadra siamo molto rodati”.

Ai libri postumi stanno lavorando anche diversi italiani, tra cui Francesco Mattioli, che nella vita è illustratore e fumettista e per Lupo Solitario funge da cartografo. “Sono sempre stato appassionato di mappe, da bambino apprezzavo la saga perché in ogni volume è presente una piccola cartina del territorio da esplorare”, confessa. “Qualche anno fa, per divertirmi, le ho raccolte tutte e ne ho disegnata una completa: quando ho esaurito il materiale disponibile ho contattato Joe, per mostrargli quello che avevo fatto e chiedergli come proseguire”. Le prime mappe venivano vendute come gadget, ma Dever ne era talmente entusiasta da eleggere Mattioli a suo cartografo ufficiale anche per i libri in uscita. “Mi dava delle indicazioni a grandi linee: come si presentava il luogo, com’era il percorso, cosa c’era nei vari anfratti. Se si trattava della mappa di una città, arrivava addirittura a mandarmi una bozza dello schema delle strade” spiega. “Dopodiché tutto passava in mano ad altri fan, specializzati in controllo delle fonti per vari mondi fantasy; verificavano che la mappa fosse coerente con ciò che era stato scritto in precedenza”. Anche in questo caso, le mappe dei nuovi libri si baseranno sugli scritti lasciati dall’autore.

Una delle mappe disegnate da Francesco Mattioli.

Una delle mappe disegnate da Francesco Mattioli.

In Italia la saga è stata pubblicata in versione tascabile solo dal 1985 al 1998. Dopo anni di vuoto, però, dal 2013 Lupo Solitario è tornato nelle nostre librerie in un’edizione deluxe, fortemente voluta da un piccolo editore legato alla community, Mauro Corradini: “Anche io ho iniziato a leggere i librigame da bambino, e quando ho fondato la mia Vincent Books ho subito provato a capire se c’era la possibilità di ottenere le licenze sui libri di Joe. Grazie ai forum dei fan, sono riuscito a contattarlo, incontrarlo e convincerlo a co-curare una collana con noi”. Un’edizione molto ricca: formato cartonato, sovracopertina a colori, con mappe e illustrazioni dettagliatissime, che in convention come Lucca Comics & Games ha spopolato. Il successo nel nostro paese è stato tale che il volume n°29 è uscito prima in italiano che in inglese.

Ma i libri sono solo un punto di partenza: le speranze e le ambizioni dei fan si spingono ancora più in là. “Quella di Lupo Solitario è una saga estremamente cupa: nel primissimo capitolo tutti i tuoi amici muoiono uno dopo l’altro, e tu ti ritrovi a percorrere un percorso che culmina con un eroe emotivamente provato, ma determinato a compiere la sua nuova missione” racconta Vincent Lazzari. “Come atmosfere e mood, secondo me ci sono delle notevoli affinità con Il trono di spade. Vedere il lavoro di Joe trasformarsi in una serie tv sarebbe un sogno per tutti noi: magari un giorno succederà”.

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