Librigame e romanzi a bivio

Stefano Spataro

Qualche tempo fa vi abbiamo parlato dei giochi di ruolo e di come alle volte possano essere comodi per trarre spunti per la creazione di una trama. Nello specifico lo abbiamo fatto qui per il fantasy, e qui per la fantascienza. In questo processo di riscoperta della dimensione ludica della narrativa, mi son tornati in mente i librigame degli anni ottanta, complice anche il ritrovamento di un paio di questi in un vecchio scatolone nascosto nel mio garage.

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L’origine del romanzo a bivi risale nientemeno al grande Borges, il quale già nel 1941 concepisce, senza scriverlo, un romanzo con nove diversi possibili finali, a seconda delle scelte del lettore. Tuttavia è solo alla fine degli anni ’70 e all’inizio degli anni ’80 che il genere si diffonde, soprattutto nei paesi anglofoni, acquisendo talvolta la struttura dell’avventura in solitario e del gioco di ruolo, e diventando a tutti gli effetti un gioco.

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I librigame, e nello specifico quelli della serie di Lupo Solitario ad opera di Joe Dever, sembrano essere il perfetto ibrido tra romanzo e gioco di ruolo. Prima di iniziare, il lettore deve svolgere alcune azioni preliminari. Puntando alla cieca la matita su un foglio pieno di numeri deve dedurre quali saranno le sue abilità per tutta la partita e ciò condizionerà inevitabilmente il percorso; non a caso questo foglio è chiamato Tabella del Destino. Durante l’avventura poi, il lettore dovrà affrontare diverse ostilità: nemici, calamità naturali, entità sovrannaturali, e spesso la buona riuscita dello scontro sarà desunta attraverso un meccanismo aleatorio, come il lancio di dadi o l’apertura a caso di una pagina del libro, sul cui angolo è stampato un numero. A seconda quindi delle scelte e del punteggio ottenuto, anche e soprattutto calcolato insieme all’abilità indicata pre-gioco, il protagonista potrà superare le difficoltà, temporaneamente o definitivamente, e procedere oltre nella sua avventura, oppure dovrà soccombere e perdere il gioco… almeno fino alla prossima lettura.

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Sembra che il declino, neanche troppo recente, dei romanzi d’avventura a bivi sia dovuto alla diffusione dei videogiochi, che permetterebbero sostanzialmente la stessa tipologia di azione, ma con un coinvolgimento sensoriale maggiore. Tuttavia credo che un buon librogame, una buona partita, anche se in solitaria, non possa essere sostituito con un videogioco. Sarebbe come voler sostituire la visione di un film alla lettura di un libro – attività che hanno la loro specificità e difficilmente possono essere messe sullo stesso piano di interattività con il mezzo narrativo. Ciò che è interessante, e ciò che probabilmente risulta difficile nel leggere un libro di questo tipo, è il dover lavorare di fantasia, immedesimarsi nell’avventura che si sta vivendo, lasciarsi trasportare, forse di più che nella semplice lettura di un romanzo. E anche per un autore, qualora volesse cimentarsi nella scrittura di un libro del genere, potrebbe essere una sfida niente male adattare l’andamento narrativo della trama alle diverse possibilità di percorso che essa può prendere.

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Da una decina d’anni Joe Dever, probabilmente uno dei più noti scrittori di librogame, almeno in Italia, aveva ripreso in mano la serie di Lupo Solitario e aveva promesso ai fan che avrebbe portato a termine l’opera, fermatasi nel 1998 con il numero 28. Il 29 novembre del 2016, quasi un anno fa, Joe ci ha lasciato a causa di una brutta malattia di cui soffriva da tempo, ma sembra che gli eredi abbiano intenzione di portare avanti il suo lavoro.

Che tu sia un autore in cerca della trama perfetta oppure un lettore fantasy desideroso di un libro che abbia un qualcosa in più dal punto di vista della interattività, quello che ti consiglio è di farti un giro su uno di questi vecchi libri (nei mercatini, ma anche online, se ne trovano a bizzeffe). Può essere davvero stimolante dover scegliere se e come fronteggiare un nemico, un ostacolo e soprattutto avere sotto gli occhi se non tutti almeno più di uno dei sentieri misteriosi che l’avventura può nascondere.

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Un pensiero su “Librigame e romanzi a bivio

  1. Flavio Garganese

    Un bell’articolo che mi riporta alla memoria ricordi anche non troppo vecchi, ma davvero piacevoli.
    Io ho avuto la sfortuna di avere in mano solo il primo libro, che ho divorato più e più volte.
    Segnalo per chi è interessato l’esistenza di un’app sul play store, Lone Wolf Saga, che mette a disposizione parte dei libri esistenti (è in completamente e vive di donazioni) in inglese.
    Esistono inoltre un sito, sempre in inglese, in cui è messa a disposizione dei lettori l’intera saga, e un videogioco a metà tra rpg e librogame.