5 modi per evitare che gli gnomi del tuo fantasy sembrino nani da giardino

Stefano Spataro

Ecco alcuni accorgimenti da adottare per non cadere nel facile tranello del folclore da statuina di autogrill quando si scrive un fantasy e lo si popola di strane creature.

1. Se il tuo personaggio si comporta come un umano… fallo umano!
Tutta colpa di Tolkien? Forse sì. Di certo è stato il primo a creare razze diverse da quella umana per dare vivacità ai suoi romanzi fantastici, attingendo a piene mani dal folclore popolare: elfi, nani, orchi, ma soprattutto hobbit. Il suo successo però ha fatto in modo che questa suddivisione diventasse canonica. Ma è sempre necessaria? L’hobbit di Tolkien si comporta come un uomo, prova le sue stesse emozioni e quasi sempre reagisce in maniera analoga. La sua originalità è rappresentata dalla sua innata bontà di cuore, dalla semplicità da “peasant”, dalla sua longevità, e dall’essere fuori dai tumulti della città e dai conflitti. Il nano Gimli discende da una civiltà decadente di eroi potentissimi che viveva all’interno delle montagne e che ora è quasi nomade, di qui il suo carattere burbero e allo stesso tempo virtuoso. Sei sicuro che i non-umani del tuo fantasy siano legati così bene a un’ambientazione o a un carattere così originali? No? Allora rendili umani e passa la paura…

2. Occhio al razzismo
Non dimentichiamo che Tolkien scrive in un momento particolare della storia dell’umanità, durante la seconda guerra mondiale e nel pieno della decadenza del colonialismo inglese. Che le varie specie del Signore degli anelli siano uno strascico di razzismo? Sicuramente la figura dell’orco, l’uomo nero che viene di notte e ti porta via, ricorda una certa xenofobia anti-africanista. E gli elfi? Nel loro biondo splendore, e nella loro immortalità, non sembrano una razza superiore, quasi ariana, rispetto a quella degli uomini, o peggio ancora, dei mezzi uomini? Lungi da me l’affermare che Tolkien sia un razzista, ma di certo ci troviamo di fronte a una metafora inconscia della civiltà che l’autore viveva. Nella società contemporanea lo stigma del diverso in questo senso è stato, per certi versi, superato. Oggi sono i rapporti sociali a fare da protagonisti negli eventi. In questo George R.R. Martin è stato bravissimo: in Game of Thrones sono gli intrighi di potere, e la preponderanza dell’individuo a costruire la trama, non la stranezza delle creature inventate.

3. Evita i cliché alla D&D
I giochi di ruolo sono ottimi per immaginare ambientazioni, trame, e per lasciarsi suggestionare dalle caratterizzazioni dei personaggi. Un buon punto di partenza, per familiarizzare con il genere e trovare spunti, ma poi inventare creature originali per il proprio romanzo è tutta un’altra storia. D’altronde la canonizzazione delle razze del fantasy, se proprio vogliamo dirla tutta, è stata creata proprio dai giochi come questo, oltre che dalla letteratura figlia del Signore degli Anelli.

4. Pensa fuori dagli schemi: un corpo deformato può funzionare meglio
Parlavamo di come la società sia cambiata da Tolkien ad oggi, e di come ora sia più complessa. Non basta più un orco per personificare il male, un elfo bellissimo per la purezza, una fata per l’innocenza, un hobbit per l’ingenuità. Lombroso ha fatto il suo tempo, l’abito non fa più il monaco ecc. ecc. Quindi, se proprio vuoi creare qualcosa di un minimo originale, pensa fuori dagli schemi e lascia gli standard da un’altra parte. Un modo semplice per fare questo può essere ragionare per contrasti. Un orco può essere buono nella sua mostruosità, una fata crudele sotto le sue spoglie brillanti. Un magistrale esempio di come il contrasto tra aspetto esteriore e personalità rende i suoi frutti è certamente Tyrion di Game of Thrones, uno dei personaggi più complessi della saga. Sebbene sia un nano (non perché di una razza diversa ma proprio perché deforme), grazie al suo spirito e alla sua capacità d’intelletto riesce a superare i pregiudizi che si trova davanti e ad avere un ruolo preponderante all’interno degli eventi.

5. Lasciati influenzare da altri generi
Anche Yoda ha le fattezze di una creatura del piccolo mondo incantato, eppure nel contesto in cui è immerso il suo personaggio acquista tutt’altro spessore. Spesso la contaminazione con altri generi può aiutare. Razze alternative, originali e che strizzano l’occhio alla fantascienza possono essere ritrovate nella saga ambientata a New Crobuzon di China Miéville. I personaggi sono una sorta di riadattamenti chimerici dell’umanità in un ambiente che offre molte ragioni e spiegazioni per la stranezza delle cose. In questo mondo, chiunque può essere “riplasmato” attraverso la magia con parti non umane, ed esistono luoghi al confine tra realtà e magia, in cui le creature di altri regni possono entrare nel nostro.

Cinque punti per un solo unico consiglio generale: lascia spazio alla tua fantasia e non farti ingabbiare dalla simbologia di altri autori, sebbene importantissimi, nella creazione delle tue “razze immaginarie”, ed evita i cliché come la peste. Sforzarsi di creare trame e personaggi originali non è semplice, ma è un lavoro che alla lunga paga.

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