Opere che descrivono l’indescrivibile

Penne Matte

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Non pensate che lo scopo della letteratura sia proprio questo? Descrivere, o quanto meno, trasmettere, ciò che non può essere trasmesso.
Ci sono romanzi che, meglio di altri, riescono a evocare quello che è oltre le parole. Non sono necessariamente romanzoni, capolavori enciclopedici.
Credo che James Joyce sia un autore fondamentale del Novecento, ma il suo Ulisse a volte mi sembra che dica tutto, evocando ben poco. Sappiamo ogni cosa di Leopold Bloom, ogni suo più segreto pensiero. Ma quanto intimamente Joyce ci mette davvero in contatto con la sua personalità?
Comunque, ecco alcuni titoli fortemente evocativi.

The-Gnostic-Moby-Dick

Il castello, Franz Kafka
Più del Processo, ci mette in comunicazione con il mistero. Il castello le cui mura, l’agrimensore K ambisce a superare, è stato considerato metafora a più livelli: potere, Dio, morte, burocrazia. Rimane comunque un luogo sordo a ogni risolutiva definizione. Tanto inaccessibile quanto incomprensibile. E come tutto ciò che è ignoto trasmette (nel lettore) un senso di ostilità.

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Moby Dick, Herman Melville
Per certi versi, il capolavoro di Melville precede quello di Joyce: anch’esso è enciclopedico, universale e, attraverso la metafora del mare e della vita dei marinai, descrive l’esistenza e i suoi tanti aspetti. Sermone biblico,  romanzo di viaggio, trattato di caccia alle balene. Ma a differenza dell’Ulisse, Moby Dick è dominato da un tema che ne regola la struttura, lasciandola libera di esplorare varie derive senza risultare caotico: la ricerca dell’assoluto. La malattia che “divora” il capitano Achab, rappresentata dalla balena bianca.

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2666, Roberto Bolano
Opera postuma dell’autore cileno, morto poco più che cinquantenne, 2666 è enigmatico a partire dal titolo. Potremmo dire che la sua indagine verte sul male: il male in cui è precipitata l’umanità con il nazismo; il male degenere della nostra contemporaneità che sfocia nei femminicidi di Santa Teresa (città fittizia che somiglia fin troppo a Ciudad Juarez) o quello scatenato dalla follia del singolo individuo. Ma nemmeno dicendo ciò, sentiamo di aver decifrato questo capolavoro che sicuramente passerà alla storia come uno dei pilastri letterari del XXI secolo.

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L’Aleph e Finzioni, Jorge Luis Borges
In queste due raccolte, Borges si esprime al meglio, trattando la vita come fosse un labirinto, perdendosi in un relativismo interpretativo che rende plausibile ogni schema, smontando il destino, provando con sicurezza matematica come ogni cosa sia anche il suo contrario. La tentazione di risolvere tutto attraverso la metafora è forte in chi legge, ma non abbastanza da sentirsene appagati. È per questo motivo che Borges è e rimarrà attuale.

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L’Amleto, William Shakespeare 
Non è un romanzo, ma ha lo stesso influenzato la storia della letteratura, non solo quella del teatro. Amleto è un personaggio tragico, e non perché suo zio gli abbia ucciso il padre e sedotto la madre e lui si maceri in una irrisolta sete di vendetta. Il problema di Amleto è che la vendetta non gli basta. Il conflitto su cui il principe purghi il dolore che lo attanaglia, vendicando il padre, è lì, servito dalla trama su un piatto d’argento. Ma Amleto va oltre la vendetta e trova sempre un motivo per ricadere nella sua apatia, in un disagio che Shakespeare più di ogni altro ha saputo evocare e quasi descrivere: “Da qualche tempo, non so perché, ho perso tutto il mio buonumore e ho abbandonato ogni esercizio. E in realtà son così giù d’umore che questo bell’edificio, la terra, mi sembra un promontorio sterile, questa volta d’aria stupenda, quello straordinario firmamento lassù, quel tetto maestoso trapuntato di fuochi d’oro, ebbene a me non pare che una massa lurida e pestifera di vapori. Che opera d’arte è l’uomo, com’è nobile nella sua ragione, infinito nelle sue capacità, nella forma e nel muoversi esatto e ammirevole, come somiglia a un angelo nell’agire, a un Dio nell’intendere: la beltà del mondo, la perfezione tra gli animali, eppure, per me, cos’è questa quintessenza di polvere? L’uomo non mi piace e nemmeno la donna“.

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