Intervista a Gainsworth Publishing, la CE per chi ama fantasy di qualità

LaLeggy

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Gainsworth Publishing è una realtà editoriale giovane nel panorama nostrano, dedita alla letteratura di genere, con un’evidente predilezione per il fantasy in tutte le sue forme. Ha come mascotte un topolino bianco di nome Ernie e si prende cura delle proprie pubblicazioni in un modo che non ha nulla da invidiare alle grandi case editrici. Ho voluto presentarvela con un’intervista a Valentina Santini, direttrice editoriale.
Buona lettura a tutti voi con la penna matta.

Prima di tutto com’è nata Gainsworth Publishing? E come mai un nome così anglosassone?
La Gainsworth Publishing è nata come reazione al ruolo egemonico delle grandi case editrici e della loro politica commerciale, che premia i nomi conosciuti e dimentica i giovani talenti, e alle innumerevoli case editrici di piccole dimensioni che preferiscono campare sugli autori con la vanity press, piuttosto che offrire libri di qualità ai lettori.
Nei momenti in cui cercavamo il nome per il nostro progetto, discutendo con amici americani, ci stavamo chiedendo se la ricchezza valga il tempo che si spende per averla, “are the gains worth the time?”. Ci sembrò che Gainsworth fosse una buona sintesi, e allo stesso tempo un nome interessante, che crea forse difficoltà all’inizio, ma che per questo in seguito si ricorda. Publishing è poi venuto di conseguenza al carattere anglofono del nome.

Come mai la vostra mascotte – Ernie Gainsworth – è un topolino bianco?
Oh, Ernie è stata una scelta naturale. Un piccolo topo di biblioteca, chi meglio poteva rappresentare lo spirito della nostra casa editrice? Un esserino minuscolo e vivace che divora libri su libri. Anche noi ci sentiamo un po’ così, piccoli e voraci di nuove scoperte!

Veniamo alle questioni più tecniche. Raccontateci le vostre collane e come mai avete scelto proprio questi generi.
La scelta di pubblicare libri di avventura è stata in primis dettata dalle nostre passioni, dai ricordi della letteratura che ci ha conquistato da ragazzini e che, per prima, ha saputo farci sognare. Che sia fantasy, thriller storico, o qualunque altra sfumatura di “Avventura” è sempre la benvenuta, purché sia di qualità e sappia divertire il lettore.
Non esistono vere e proprie collane nella Gainsworth, diciamo che il fantastico è il nostro settore di punta, quello per il quale tentiamo di distinguerci dalla massa amorfa di microeditori che affollano il panorama editoriale italiano. Ricordo un amico che venne a trovarci durante un Salone del Libro, regalandoci delle bellissime parole: “Dici Gainsworth e dici Fantasy”. Beh, ci piacerebbe fosse così un giorno.

Avevate editori di riferimento? Cosa vi ha ispirato a dire “Ma sì, dai, proviamoci”, in un paese che di lettori ne conta pochi e in cui il fantastico è ancora largamente considerato “per ragazzini”?
Non avevamo in mente particolari editori di riferimento, anche se i libri di Hetzel, allineati nelle bancarelle dei “bouquinistes” sulle rive della Senna con le magnifiche edizioni di Jules Verne, sono stati una fonte di ispirazione. Il fantastico è un genere ampiamente sottostimato e, da lettori precoci di fantascienza degli anni settanta e ottanta, ben lo sapevamo, ma i gradi di libertà che offre non sono per nulla di ostacolo a una letteratura di alto livello. Quale opportunità migliore per divertire e allo stesso tempo riavvicinare i giovani a una lettura di qualità? E non solo loro.

Gainsworth è una realtà molto presente sui social, anche a livelli che richiedono un certo impegno da parte degli autori, come nel caso abbastanza particolare del gruppo facebook Gainsworth Club. Vi va di parlarcene?
Inizio con il dire che è nei nostri progetti essere sempre più presenti sui Social. Nel 2017, essere “Social” non è mai abbastanza! A parte gli scherzi, crediamo realmente che la vicinanza al lettore, la disponibilità e la facilità di comunicazione (e quale canale è più efficiente in ciò dei social network?) possa solo portare a scambi fruttiferi. Allo stesso modo, riteniamo che la presenza dell’autore in questi media sia indispensabile per contribuire alla creazione di una di comunità fidelizzata (che orbita per prima attorno all’autore e di conseguenza attorno alla CE), la creazione di un qualcosa che vada oltre il rapporto libro-lettore. Non cerchiamo solo acquirenti per i nostri libri, non vogliamo un cliente che compra un prodotto, ma un elemento attivo che contribuisce e genera a sua volta nuovi contenuti. È uno scambio di informazioni e di idee. Per questo abbiamo chiamato il nostro gruppo “Gainsworth Club”, perché vogliamo sia un mondo di fantastiche avventure aggreganti.

Scartabellando il vostro catalogo si notano sia una tendenza alla pubblicazione di fantasy per così dire “classici” che una scelta di titoli che parodizzano volutamente il suddetto genere, come La principessa sbagliata di Ester Trasforini e le opere di Diego Tonini. Come coesistono questi stessi spiriti in una stessa casa editrice?
Il fantasy è un mondo immenso. Questo l’abbiamo scoperto in prima persona come lettori e poi solo dopo come editori. In un genere così ampio c’è spazio per tutti: per il fantasy più puro e il contrario dello stesso fantasy, per i cliché e i ribaltamenti degli stessi. Per la serietà epica e per la più goliardica parodia.
Il fantasy è tutto ciò, senza distinzioni di merito. Ed è una cosa che il lettore affamato sa: infatti non ci sorprende che siano gli stessi lettori a leggere prima le nostre storie più epiche per poi passare alle più sgangherate avventure che le ridicolizzano.
È come pensare alla letteratura senza Pratchett o senza Tolkien, come faremmo?
Sono due facce della stessa medaglia, parte di un unico e bellissimo mondo: il fantastico.

Se doveste consigliarci dei titoli specifici per conoscervi meglio, quali sarebbero?
In realtà ogni nostro titolo dice qualcosa di noi, in quanto frutto di una rigorosa e lunghissima selezione. Ogni romanzo che pubblichiamo è intriso del nostro sangue, delle nostre lacrime e delle nostre speranze.
Possiamo dirvi quali sono i nostri titoli di punta, quelli che secondo i lettori al momento incarnano meglio la nostra realtà editoriale. I famosi best-seller, insomma.
Vi faremo una top 5, giusto per essere al passo coi tempi e seguire l’imperante moda delle Classifiche.
Al primo posto troviamo, a pari merito, i due romanzi di A.J. Flamel Il Trono dei Serpenti e La Congiura di Iside. Al secondo posto la saga epic-fantasy The Dark Hunt di Julia Sienna. Medaglia di bronzo per Luca Tarenzi con il suo fanta-thriller storico Di Metallo e Stelle, seguito a breve da Lorenzo Sartori e la sua saga dark-fantasy L’Ombra del Primo Re. Infine il romantico paranormal romance, colorato da una sfumatura di fantascienza, di Elena Orlandini Energy.

Quali sono gli autori impossibili che avreste sognato nel vostro catalogo? Tolkien? Gaiman?
Sicuramente loro, come Pratchett, come King, come tutti i grandi che hanno saputo far sognare i lettori per generazioni. Guardando più al passato, ci sarebbe davvero piaciuto poter pubblicare Jules Verne, questo sì. Ma molto più realisticamente vorremmo poter pubblicare tutte quelle nuove voci, piene di passione, che sono lì che ancora attendono di venire alla luce.
È un po’ la nostra missione, diventare una casa editrice “nido”: far crescere nuove penne, farli volare e consegnarli al mondo. O forse chissà, crescere con loro. L’impegno cerchiamo di mettercelo.

Si sentono un sacco di discussioni sul fantasy italiano, se venda o non venda, se sia o meno ben accetto dai lettori. Voi che di certo ne sapete qualcosa, vi va di darci la vostra opinione sulla faccenda?
Cara Leggivendola, potremmo passare ore e ore a discutere di questo argomento. Credo sia una delle questioni più spinose dell’editoria italiana. Cosa possiamo dire… il fantasy italiano vende? Certo che vende. È una sotto-categoria ben accolta? Sì e no. Ci spieghiamo meglio: la diffidenza verso l’autore italiano è un problema che crea l’editoria italiana stessa. Pubblicando per praticità solo testi stranieri, già collaudati e con fama internazionale, pronti e già rifiniti, si abitua involontariamente il lettore a non considerare come “valido” un prodotto nostrano, che chiaramente richiede più impegno di una semplice “acquisizione&traduzione”. Si innesca così quel perverso gioco di pensieri che “se non li pubblicano le grandi case editrici, evidentemente non valgono” oppure “non c’è in libreria, quindi non esiste” e via dicendo. Purtroppo siamo noi editori i colpevoli di questa situazione: in passato per aver pubblicato ogni porcheria sembrasse “vagamente fantasy”, sull’onda delle mode momentanee, e nel presente per non crede abbastanza nei nostri stessi autori.
Noi ci crediamo, siamo convinti che il fantasy italiano sia valido e destinato a risorgere, e devo dire che, nel nostro piccolo, stiamo vedendo i risultati.

Potete darci qualche anticipazione sulle prossime pubblicazioni?
Possiamo dirvi che ci saranno delle succose novità per i nostri lettori a partire da questo inverno. È in arrivo, infatti, la terza avventura firmata da A. J. Flamel che si intitolerà La Dea Scorpione. Poi per il 2018 abbiamo in serbo altre sorprese con l’uscita del secondo volume di Energy, di Elena Orlandini… e poi… beh, non dobbiamo proprio dirvi tutto ora, vero? Vi anticipiamo solo che ci saranno delle new entry nella scuderia Gainsworth e delle nuove avventure da autori che già amate…

Grazie mille per esservi prestati a cotanto interrogatorio, siete stati gentilissimi :)
Grazie a te, cara Leggivendola, per averci dato questa opportunità e a tutti i tuoi lettori che hanno sopportato fin qui i nostri sproloqui! Un saluto da tutta la Gainsworth!

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