Luglio è stato il mese delle astronavi?

Stefano Spataro

A giugno ho fatto di tutto per turbare i vostri sogni pacifisti parlandovi di armi, guerrieri ed eroi. Spero di esserci riuscito! Luglio invece sembra che sia stato il mese delle astronavi, altro mezzo di invasione e simbolo di terrore, nonché tag dei racconti di Penne Matte che trovate in homepage.

Non sempre però l’astronave è un mezzo per conquiste di altri mondi. Si pensi alla missione dell’astronauta veterano, Paolo Nespoli, che qualche giorno fa ha iniziato la sua terza missione spaziale sulla Sojuz (più un veicolo che una nave vera e propria). Se gli alieni, nelle loro missioni, dovessero avere il nostro stesso gradiente di aggressività non abbiamo nulla da temere.

Ma voi credete alle coincidenze? Io sì, da buono scettico irriducibile. Eppure magari è stata davvero una congiunzione astrale quella che ha portato alla distribuzione in ebook del ciclo della Fondazione di Asimov (by Mondadori) e la sua ristampa su carta. Caposaldo della Space Opera, per quanto non troppo infarcita di fanta-tecnologia quanto di pseudo-sociologia.
Insomma, ci troviamo in pieno revival space? È stato solo un mese in cui si concentrano per caso queste idee (e non voglio citare il polverone Alien alzato qualche tempo fa)? Oppure, lo spazio non è mai realmente passato di moda?

L’astronave, dicevamo, può essere il luogo in cui possono accadere fatti incredibili, e non necessariamente veicolo di morte e disperazione. Vediamo che ne pensano gli autori della nostra community.

Un esempio di racconto di astronavi non belligeranti, qui su Penne Matte, ce l’ha dato Andrea Marinucci Foa, con il suo Ritorno a casa. Il titolo dice (quasi) tutto… nel futuro, un contingente terrestre sperduto ormai nello spazio torna a riscoprire le sue origini. Non vi resta che andare a dare un’occhiata.

L’incontro con altre civiltà, poi, potrebbe essere addirittura fraterno. Ce ne racconta un esempio Andrea C. Gallo, nel suo racconto lungo intitolato Code: Em1ly. In un mondo quasi completamente disabitato, una ragazzina stabilisce un rapporto davvero speciale con un piccolo esemplare proveniente da un altro pianeta.

O addirittura potrebbe scoccare un amore, come ne L’attesa di Kharima di Salvatore de Chiara. Due trasportatori di merci sono ingaggiati in un progetto di scambio interculturale con il pianeta Kalt 11. Ma le kaltiane non sono così male, e così uno dei due finisce inevitabilmente per innamorarsi di una di esse.

In Udick, di Giorgio Lelli, l’astronave è invece un campo di prigionia intorno ad un asteroide. La noia lassù è tale che la squadra di ergastolani che ci vive sopra, chiamata Continente, passa il loro tempo a osservare la vita di un uomo qualunque.

E da ultimo voglio segnalare Lezione di Storia di Mattia Maisana. Questo è un originale resoconto, reso come se fosse una normalissima ora di lezione scolastica, di quello che potrebbe essere un nostro futuro prossimo se si decidesse di investire nella colonizzazione della Luna e di altri pianeti.

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