Noi umani e Black Mirror, storie di ordinaria pervasività tecnologica

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Black Mirror
Come scritto nell’introduzione all’antologia Noi umani – la raccolta con i 10 migliori racconti scifi selezionati da una giuria tecnica tra i quasi 200 partecipanti all’omonimo concorso – mai come oggi la fantascienza si è occupata di umanità.
L’essere umano è, implicitamente, l’oggetto di studio di qualsivoglia genere letterario fin dalle origine della narrativa, ma oggi lo è in modo dichiarato. È come se la fantascienza avesse allestito un ring dove si scontrano due avversari ben riconoscibili: l’umano da una parte e la tecnologia dall’altra.

Probabilmente, questa nuova attenzione ai pericoli che noi, come individui, corriamo nell’era delle nuove tecnologie è dovuta al livello di pervasività che abbiamo instaurato con esse. Pensiamo al cellulare. Alle potenzialità di un oggetto simile che sta nelle nostre tasche e agli infiniti pericoli che esso costituisce. Pensiamo alla percezione di noi stessi, a com’è cambiata con l’avvento dei social network.

Noi umani e Black Mirror hanno questo in comune: presentano storie autoconclusive sui rapporti tra umano e tecnologia. O meglio, sul rischio che l’umano sta correndo esponendo la propria individualità alla tecnologia.

Realtà virtuale: è uno dei rischi contemplati nel racconto The Other You di Riccardo Ceccherini dove si descrive un’umanità sprofondata in uno stato catatonico e dimentica della propria fisicità per colpa della realtà virtuale. Lo stesso tema, all’estremo, viene trattato in Black Mirror nella puntata San Junipero dove si immagina un’umanità che per fuggire il dolore della malattia e della morte si rifugia in un limbo mentale.

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Nanotrip di Giuseppe Sardano e Viale della Vittoria di  Mattia Loroni parlano anche loro di realtà virtuale, ma dal punto di vista dell’intrattenimento ed è un po’ il tema toccato dalla puntata Playtest in cui un nuovo pericoloso videogioco viene testato su un volontario. Chi ha ucciso Honesty Blaze, il racconto vincitore del concorso, gioca la carta del paradosso per mettere in scena una società assuefatta a tal punto al mondo delle celebrità da istituzionalizzarlo mentre System Failure di Roberto Vezzali parla della cancellazione dell’umano in favore del robot, un tema trattato da Black Mirror nell’episodio Be Right Back, sebbene da un altro punto di vista (il racconta parla di umani trasformati in robot dalla guerra, l’episodio della serie tv parla di una donna che si appella alla robotica per compensare il lutto dell’amato).

Il mondo è cambiato e stiamo cambiando. E sta avvenendo tutto così rapidamente che per fare il punto della situazione è necessario rifarsi alla narrativa. Leggere un racconto. Oppure guardare la puntata di una serie tv antologica di qualità.

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