Kaharlyk, il romanzo distopico nato su Facebook

Penne Matte

Non è poi così strano che la fantascienza contemporanea faccia uso della rete per ampliare il proprio racconto evolvendolo in narrazione multimediale o per affidarsi a uno strumento che garantisce pubblicazione e diffusione meglio di quanto possa fare la carta stampata. Anzi, è del tutto prevedibile considerando che la fantascienza è un genere letterario che, per sua natura, non solo esplora il futuro, ma sperimenta nuove forme di espressione.

Il primo caso di fama internazionale, in tal senso, lo avevamo avuto con Metro 2033, romanzo post apocalittico di Dmitrij Gluchovskij, rifiutato dagli editori, reso disponibile gratuitamente dall’autore in rete, ri-editato alla luce dei contributi suggeriti dagli utenti e infine divenuto libro, videogioco e universo in espansione grazie ad altri romanzi a esso collegati.

In Italia abbiamo The Montecristo Project, di Edoardo Volpi Kellermann, romanzo scifi di un milione e duecentocinquantamila caratteri, con inserti WikiNet tra un passaggio e l’altro, integrazioni audio, la trama “agganciata” a un sito Internet, insomma, una vera e propria opera multimediale.

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Poi c’è Oleg Shynkarenko, giornalista ucraino, attualmente in forze presso l’Ukrainian Helsinki Human Rights Union a Kiev, organizzazione non profit in difesa dei diritti umani. Shynkarenko è autore del romanzo distopico Kaharlyk ambientato in un’Ucraina del 2114 occupata dalla Russia e dove il protagonista è alla ricerca della propria la memoria dopo che l’esercito invasore ha “saccheggiato” il suo cervello per controllare i satelliti.

Inizialmente il romanzo era frammentato in visioni distopiche del proprio Paese che Shynkarenko aveva pubblicato sul suo blog nel 2010. In uno dei post, l’autore, in tono ironico, si augurava che qualcuno organizzasse l’assassinio dell’allora presidente Viktor Yanukovych (che oggi ha la cittadinanza russa). Tanto bastò ai servizi di sicurezza ucraini per interrogare Shynkarenko che, in seguito, scoprì che i suoi post erano stati cancellati (lui sostiene dagli stessi servizi).

Nel 2012, Shynkarenko ha ripreso la pubblicazione su Facebook, integrandola con contenuti audio, musica, registrazioni fatte per strada, rumori occasionali mixati assieme. Il materiale narrativo è stato fortemente influenzato dai fatti di Euromaidan accorsi in Ucraina nel 2013, all’indomani della sospensione decisa dal governo ucraino, di un accordo con l’Unione europea che prevedeva “Area Approfondita e Globale di Libero Scambio” (Deep and Comprehensive Free Trade AreaDCFTA).

“Facebook era uno spazio libero che lasciava meno margine d’azione ai capricci delle autorità” racconta Jolley, editore di Index on Censorship sito che ha pubblicato una preview della traduzione inglese del romanzo. “Le scene di Kaharlyk rispecchiavano la violenza che stava accadendo intorno a Oleg. Il mondo oscuro che ha creato è stato senza dubbio tratto dai timori che aveva per il futuro del suo paese, in cui le restrizioni della libertà sono sempre più frequenti”.
Shynkarenko ha poi ultimato la storia in un vero e proprio romanzo che verrà pubblicato in lingua inglese da Kalyna Language Press.

Il romanzo, dunque, è un’opera distopica, la cui natura multimediale è solo in parte pianificata. Nasce spontaneamente su Internet, sui social trova un nuovo ecosistema dove respirare e crescere, poi diventa “prodotto editoriale”. La tecnologia è anche parte della storia. Nel mondo immaginato da Shynkarenko ci sono i morphone con cui è possibile fare un backup della mente e altri device che interagiscono in un modo o nell’altro con il cervello.

Kaharlyk è stato ben accolto dalla critica che ne ha evidenziato l’abilità di portare alla luce tematiche importanti del nostro tempo. Bello o brutto che sia, la fantascienza di Shynkarenko è del tipo più interessante: fortemente ispirata al presente, usa la distopia come protesta e indagine e non come un carrozzone di situazioni tipo a cui molte saghe Young Adult ci hanno abituato.
Speriamo di leggerlo anche in Italia.

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