#BiciStorie: vince “La bici con le ruote diverse”

Penne Matte

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La giuria si è espressa e alla fine si è trovata concorde nel premiare il racconto di Massimo Bencivenga, La bici con le ruote diverse. Si tratta di una storia scritta con una prosa agile, rapida, che combina dialoghi e descrizioni e limita queste ultime allo stretto necessario. Si legge bene, insomma, o almeno a noi è parso così, fino alla conclusione. Questo dal punto di vista stilistico. Dal punto di vista contenutistico, il racconto ne rappresenta, in un certo senso, tanti altri che hanno partecipato al concorso usando la bicicletta come strumento narrativo per esplorare uno dei capitoli più drammatici del Novecento, la seconda guerra mondiale, le tante contraddizioni del conflitto, le parti avverse che lo hanno combattuto.
Quello di Bencivenga inizia come un racconto epistolare – “Caro nipote, il litigio con tuo padre mi ha precluso la possibilità di vederti crescere” – i dialoghi e l’azione, non priva di suspense, gli conferiscono un registro avventuroso e la conclusione ritorna sul tono epistolare, il dialogo tra chi scrive e chi leggerà, l’inchiostro e una bicicletta a unirli.

Il movimento centrale di Martina Lavagnini, ha tutt’altra impostazione. Qui la bicicletta diventa metafora di psicologia amorosa fin dall’incipit: “Manlio, prima di essere ciclista, era stato meccanico. E tra meccanico e ciclista, sua moglie lo sapeva bene, è di gran lunga un migliore amante un meccanico“. L’autrice scompone la bici nelle sue varie parti e spiega come ognuna dipenda dalle altre e la corsa sia una questione di armonia, proprio come una relazione amorosa, ma per quanto si possa razionalizzare la fine di un amore, rimane una parte di mistero di cui non ci si fa una ragione. Si tratta di un racconto-saggio diviso tra officina e vita quotidiana, tra “movimento centrale” e cuore. Una metafora che ci è parsa riuscita e non solo a noi, visto che il racconto è stato apprezzato dagli utenti che l’hanno votato e commentato positivamente.
Con VIT di Matteo Tony Cocco torniamo sui sentieri della seconda guerra mondiale che uniscono furtivamente un villaggio all’altro, nelle campagne percorse in bicicletta dai partigiani e pattugliate dai fascisti. Il racconto è la cronaca di un incontro tra un partigiano e un fascista, due uomini di fronte opposto ma uniti da una passione per la bicicletta, una bicicletta che verrà rubata e tornerà poi al proprietario diventando simbolo dell’ingiustizia della guerra che divide gli uomini in fazioni annientando ogni individualismo.

Ecco, dunque i tre racconti che ci hanno entusiasmato di più, premettendo che ce ne sono stati altri validi e che ci hanno colpito favorevolmente.
Ancora un grazie a tutti voi che avete partecipato.
Continuate a leggere, scrivere e pedalare.

Primo classificato La bici con le ruote diverse di Massimo Bencivenga

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Secondo classificato Il movimento centrale di Martina Lavagnini

 

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Terzo classificato VIT di Matteo Tony Cocco

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