L’Orlando Furioso: incantamenti, passioni e follie (fantasy)

Alberto Grandi

L’Orlando furioso è un’opera fantasy? Purtroppo no, anche se la tentazione di ritenerla tale è forte. Del resto, il capolavoro di Ludovico Arioso, pubblicato in edizione definitiva nel 1542, ha tutti gli elementi del genere: cavalieri in sella a grifoni, città d’oro, isole fatte di rocce e piante parlanti, maghe, anelli che rendono invisibili, viaggi sulla luna… La trama è piena di temi fantastici che si rincorrono per tutti i 38756 versi che compongono le ottave di questo poema quasi infinito. Ma non si tratta di un’opera fantasy perché l’Orlando appartiene a un genere letterario dalle connotazioni precise, il poema cavalleresco.

Tuttavia chi ama le storie di Tolkien e di Martin non può non sentire familiari le vicende di Orlando, Astolfo e gli altri personaggi almeno a livello visivo. Quindi, la mostra che si apre oggi, 4 ottobre, a Reggio Emilia, di scena a Palazzo Magnani, e termina l’11 gennaio 2015 non è rivolta solo agli appassionati dell’Ariosto, ma a chiunque si interessi all’universo del fantastico. Si intitola L’Orlando furioso. Incantamenti, passioni e folliea quarant’anni dalle celebrazioni del cinquecentesimo anniversario, nel 1974, della nascita dell’Ariosto a Reggio Emilia, propone omaggi che vari artisti hanno tributato al poema.

Qui di seguito alcune opere che vedrete esposte. Poi le vostre, in gara per il FantasyContest promosso da Wired e Lucca Comics & Games 2014. Siamo a quasi 10 giorni dalla chiusura delle iscrizioni. Non avete ancora terminato il vostro racconto? Una visita a Reggio potrebbe esservi d’ispirazione…

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Un pensiero su “L’Orlando Furioso: incantamenti, passioni e follie (fantasy)

  1. marcaccie@gmail.com

    Eh la tentazione di considerare opere fantasy grandi poemi classici come l’Iliade, l’Odissea, la Gerusalemme Liberata, Beowulf, Re Artù, o la stessa Divina Commedia, con i loro continui riferimenti a Sirene, ciclopi, streghe, maghi, dannati e giganti è forte, soprattutto se vediamo queste opere con gli occhi dell’uomo moderno. Però, come tutte le opere, vanno considerate con gli occhi di chi le ha vissute. Per gli antichi esse erano veri e propri trattati storici! E se un uomo moderno non avesse fatto lo stesso ragionamento tanto abituale per i nostri antenati medievali probabilmente le mura di una certa Troia sarebbero ancora sotto quintali di terra…
    Ottimo articolo! L’unica cosa immagino che sia stato fatto un errore di battitura nell’inserire la data di chiusura della mostra, mi sembra arduo che chiuda nel 2011, però non si sa mai, siamo nell’ambito del fantasy, magari qualcuno ha inventato un talismano magico che porta indietro nel tempo ;)
    …Potrei cavarci fuori una storia fantasy ora che ci penso…