Come deve scrivere un autore per eccitare? Lo chiediamo a Luca Rossi

Alberto Grandi

Come descrivere una scena erotica
Sesso e letteratura, un binomio che può funzionare come non. Ci sono autori seppur grandi che proprio con il sesso non riescono ad andare d’accordo. Uno su tutti è Hemingway: può appassionare, commuovere, ma non eccitare. Io ho letto più o meno tutto dell’autore del Vecchio e il mare. A memoria nessuna delle sue, per altro, splendide pagine, mi ha mi eccitato. Stessa cosa Kurt Vonnegut. Consiglio a tutti di leggere Mattatoio numero 5, un grandissimo romanzo pacifista, senza retorica. Ma se volete qualcosa che vi scaldi, non fa per voi.

Gli autori che sanno scrivere di sesso, non necessariamente sono i migliori in assoluto. E quelli che non ne scrivono, non è detto che siano da buttar via. Prendiamo altri due americani, maestri del racconto breve: Raymond Carver e Charles Bukowski. Il primo è misurato e sintetico nella prosa quanto il secondo sboccato e fantasioso. Non direi che Carver è minore di Bukowski, ma sarei pronto a scommettere che non gli è pari in quanto a descrizioni erotiche. Ci sono poi autori dichiaratamente disinibiti ed espliciti che sono meno erotici di altri più pudici. Non mi ha mai particolarmente eccitato Philip Roth mentre trovo che Gli indifferenti di Moravia sia uno dei libri più morbosamente erotici del Novecento italiano.

Dunque, cosa fa di un autore un bravo autore erotico? Quale talento, quali caratteristiche possiede chi riesce a intingere la penna nell’inchiostro della passione e a trasmetterci oltre alle emozioni, pulsioni e a far sì che per una volta il nostro flusso sanguigno confluisca in eguale distribuzione verso l’alto e verso il basso?

Conosco qualcuno a cui chiederlo. Ma prima, una breve parentesi. L’estate, per me, è l’occasione per una duplice vacanza, una fuga in due luoghi paralleli e simultanei: la meta fisica e geografica e quella virtuale o letteraria. Per farla breve, mentre col corpo sono stato in vacanza per le isole della Grecia (Naxos, Astipalea, Amorgos, Koufonissi: fantastiche!) con la mente ho viaggiato con un ebook in mano. Quest’anno, prima di partire, anziché gravare la valigia con chili di libri cartacei, ho infilato in una tasca interna il mio kindle che occupa davvero poco spazio.  L’ho “riempito” di ebook comprati su Amazon di autori 1) rigorosamente italiani, 2) self publisher, ovvero che si fossero pubblicati da sé in rete.

Le gradite sorprese – e scoperte – non sono mancate. Di un romanzo che mi è piaciuto assai ho parlato recentemente. Di un altro voglio parlare oggi. Si tratta de I rami del tempo, romanzo fantasy ed erotico di Luca Rossi. Quest’autore già ho avuto modo di apprezzarlo nella raccolta di racconti Energie della galassia e il suo talento si è riconfermato anche con il romanzo di cui sopra. Romanzo in cui dispiega la sua prosa disinvolta, disinibita e abile a gestire la tematica sessuale. È quindi a lui che rivolgo il quesito circa letteratura ed eros che ho posto poco fa.
La risposta in questa intervista.
Buona lettura.

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Nelle tue storie il sesso è un ingrediente importante: da sempre o è un campo che hai imparato a conoscere nel tempo?
Scrivere scene erotiche è sempre stato molto eccitante e coinvolgente. Fin dagli inizi ho messo su carta quello che mi piaceva, che mi coinvolgeva, che sognavo e che mi ispirava, senza fare eccezioni. Non ho mai capito perché al giorno d’oggi uno scrittore debba fermarsi proprio dinanzi alle scene intime.

Come definiresti le scene di sesso nelle tue storie, delle piacevoli varianti o momenti “epifanici” in cui i personaggi si mettono a nudo e non solo nel senso che si tolgono i vestiti?
Le energie erotiche sono importanti nella vita di ognuno di noi. Sono tra i motori che ci spingono ad agire. In letteratura la figura della donna ed il suo richiamo erotico è frequente. Si può pensare che tutto nasca da lì o che l’eros sia una delle tante componenti che guidano il nostro comportamento, ma è difficile negarne l’importanza. Nelle mie storie spesso il punto di vista sentimentale ed erotico è fondamentale per capire il modo di agire dei miei personaggi. Le scene di sesso in particolare sono una delle manifestazioni più evidenti, ma possono esserci parti molto erotiche senza che si legga esplicitamente di sesso.

Le parolacce aiutano a rendere una scena di sesso più eccitante?
Il sesso spesso è liberatorio, è un momento in cui si superano certi freni inibitori. Alcuni vocaboli aiutano a far emergere i nostri lati più selvaggi. Nelle mie storie in realtà l’uso delle parolacce è ridotto al minimo o del tutto assente, ma non avrei problemi a farne uso. Nel sesso ognuno è libero di immedesimarsi nella figura che preferisce e se certi vocaboli aiutano in tal senso non ci vedo nulla di male.

Nelle tue storie il sesso è sempre un po’ estremo, c’è feticismo e bdsm. Secondo te in letteratura, dove la vita è trasfigurata, lo deve essere anche il sesso? Ti pongo la domanda da una differente prospettiva: riusciresti a scrivere una scena di sesso non estremo, ma canonico?
Sesso estremo? Dipende dai punti di vista. Su Amazon.com alcuni lettori hanno scritto che si aspettavano più scene di sesso o un eros più estremo. Dipende sempre dal punto di vista di chi legge. Oggi si parla apertamente di bdsm e feticismo e non so se siano ancora considerabili come estremi. In ogni caso, scrivo volentieri scene di amore canonico. Ad esempio, la relazione tra due delle protagoniste del primo volume de I Rami del Tempo è sì di sapore saffico, ma non è bdsm o feticista.

Quando scrivi una scena di sesso ti senti più esposto come autore rispetto ad altre?
No. Io scrivo della vita degli individui e non solo. Il sesso fa parte della nostra vita. Non mi sono mai neppure posto il problema. Non ho mai pensato di escludere l’eros dalle mie opere proprio come difficilmente immaginerei di escluderlo dalla mia vita. Mi espongo in tutto quello che scrivo. Non credo che vi sia nulla di male a esplicitare in un’opera letteraria la propria passione per le diverse forme di erotismo. Per fortuna non siamo più ai tempi dell’Inquisizione. Le mie opere sono tutte tradotte in inglese. Forse in alcuni bacini culturali i lettori possono essere più infastiditi nei confronti di questi aspetti della nostra esistenza. Pazienza. Il mondo è grande e ci sono molti altri lettori aperti e interessati.

I dialoghi sono importanti in una scena di sesso? Se sì in che modo?
L’organo sessuale più importante è senz’altro il cervello e i dialoghi sono fondamentali. Non amo il dialogo eccessivo, ma non riesco ad immaginare due amanti che non comunichino con ogni parte di sé, voce compresa. Lo scambio avviene a tutti i livelli. Le parole possono servire per capirsi, eccitarsi, rassicurarsi, sentirsi più vicini, nei libri come nella realtà. Ma tutto dipende dai personaggi. Sono loro che scrivono le proprie scene, anche quelle erotiche. L’amante egoista e superficiale tenderà ad un rapporto poco comunicativo.

Ultima domanda: perché funzionino, le scene di sesso devono per forza eccitare anche l’autore?
Io non sono capace di scrivere scene che non mi eccitino. Scrivo sempre quello che mi piace. Ho la fortuna di essere un autore indipendente. Non devo rispondere né ad un agente letterario né ad un editore. Ci siamo io, Amazon ed io i miei lettori. Tutto quello che si trova nei miei libri risponde appieno alle mie passioni. Ci sono tuttavia atteggiamenti che posso non condividere o addirittura deplorare. L’esempio più evidente è quello di re Beanor in I Rami del Tempo. In quel caso c’è da parte mia un vivo interesse per la scoperta del personaggio, ma il suo rapporto con le donne non mi piace affatto.

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